IL FUTURO ENTRA NEGLI HOTEL: A PESCHIERA SI IMPARA AD “ADDESTRARE” L’AI
Ieri pomeriggio al Centro Civico Gandini il primo appuntamento del 2026 con Benacus Hub,
il progetto dedicato all’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel turismo
Sembra un paradosso, ma per far funzionare l’intelligenza artificiale bisogna prima di tutto addestrarla. E sapere come farlo.
È questo il concetto base da cui è ripartito ieri, giovedì 19 marzo, al Centro Civico Gandini di Peschiera del Garda il progetto Benacus Hub, l’iniziativa del Comune nata per accompagnare gli operatori turistici locali verso la digitalizzazione.
L’idea che una macchina incredibilmente potente debba essere “addestrata” dall’uomo è stata il punto di partenza ma è anche il filo conduttore del progetto che ha come obiettivo quello di trasformare quella che può essere vista come una minaccia tecnologica in un alleato prezioso di albergatori e commercianti.
Damiano Bazzoni, ideatore e coordinatore del progetto, ha spiegato con chiarezza questo concetto:
“L’intelligenza artificiale non è uno strumento pronto all’uso come un elettrodomestico, ma va addestrata e personalizzata sulle proprie necessità specifiche”.
Secondo Bazzoni, il primo passo pratico è spiegare ai vari chatbot, come ChatGPT o Gemini, chi siamo veramente.
“Bisogna andare nelle impostazioni e dichiarare apertamente: sono un albergatore, opero in questo specifico territorio e ho queste necessità,” ha precisato il coordinatore, sottolineando che solo così l’algoritmo smette di dare risposte generiche e inizia a fornire soluzioni “verticali“, ovvero ritagliate su misura per la singola struttura.
Ma cosa significa tutto questo nella pratica di chi gestisce un hotel o un ristorante?
Un esempio arriva da Alessia Annunziata, consigliere con delega alla promozione turistica e alla digitalizzazione del Comune di Peschiera del Garda, che ha mostrato come l’AI possa trasformare un utente indeciso in un cliente certo.
Annunziata ha raccontato il caso di un potenziale turista che cerca su Google un “weekend alle terme sul lago di Garda”, entra nel sito di un albergo ma ne esce senza prenotare, magari perché il prezzo supera il suo budget. Grazie all’intelligenza artificiale, l’operatore può oggi analizzare questi dati e, attraverso un meccanismo chiamato Filter Bubble, far sì che quell’utente ritrovi l’offerta sui propri social nei giorni successivi.
“Magari la sera, prima di andare a letto, vedrà nuovamente la promozione su Facebook, ma questa volta con un bonus sconto del 10%,”, ha spiegato Annunziata, aggiungendo che “uno strumento di analisi legato all’AI permette di profilare tutto il giro che l’utente ha fatto per arrivare poi a finalizzare la prenotazione”.
Un altro fronte caldo è quello delle recensioni online, che oggi non sono più semplici commenti ma veri pilastri della reputazione di un brand.
L’intelligenza artificiale in questo campo fa un lavoro doppio. Da un lato aiuta a rispondere in modo rapido ed empatico, mantenendo sempre un tono di voce coerente con l’hotel, anche quando le recensioni sono tante. Dall’altro, strumenti come Claude possono “leggere” centinaia di feedback per noi, individuando istantaneamente i problemi ricorrenti: se dieci clienti diversi si lamentano della colazione o lodano la pulizia, l’AI lo evidenzia subito, trasformando i commenti in una guida pratica per migliorare il servizio.
Per chi teme che tutto questo sia troppo complicato, Benacus Hub propone una sorta di “cassetta degli attrezzi” semplificata dove diversi strumenti lavorano insieme in modo naturale. Si può immaginare ChatGPT come il “cervello” che crea i testi e le risposte, Canva come gli “occhi” che generano grafiche e menu professionali in pochi clic, e CapCut come il “movimento” per creare video e reel d’impatto per i social. Usare queste tecnologie in modo combinato permette anche alla piccola struttura di risparmiare ore di lavoro ogni settimana, liberando tempo prezioso da dedicare all’accoglienza degli ospiti.
Tuttavia, avere la tecnologia non basta. Mattia Boschelli, Direttore di Federalberghi Garda Veneto, ha lanciato un monito importante citando una recente indagine interna: sebbene il 90% delle strutture utilizzi già l’AI, la maggior parte si limita a strumenti standard per mancanza di formazione.
“È come una macchina: se io non ho la patente, non la posso utilizzare e non so davvero come sfruttarla,“ ha dichiarato Boschelli. Per il Direttore, l’obiettivo non è solo rispondere automaticamente alle email, ma usare l’AI per “migliorare l’accoglienza, ottimizzare gli spazi e cercare nuovi segmenti di mercato”.





