NUMERI REGIONALI DANNO RAGIONE AL LAGO.
IL 2025 E’ ANDATO BENE, CRESCE L’EST, DECISIVO IL LAST MINUTE
La Regione ha reso noti nei giorni scorsi i dati relativi a tutto il 2025: sul Garda numeri in linea con il 2024 e in alcune zone leggermente superiori. Crescono gli arrivi dall’est Europa
I dati ufficiali della Regione Veneto sul turismo 2025, diffusi in questi giorni, mettono nero su bianco sensazioni che sul Garda erano già chiare a fine stagione. Il Lago ha chiuso l’anno senza sorprese negative, con risultati in linea con il 2024 e, in diversi comuni, con qualche punto percentuale in più. Una stagione che ha retto nonostante da alcune parti si dicesse il contrario e che, dunque, conferma la solidità di una destinazione capace di restare attrattiva anche in un contesto non semplice.
Nel quadro generale, il Veneto supera i 74 milioni di presenze complessive, con una crescita dello 0,92 per cento. All’interno di questo scenario, il Lago di Garda continua a rappresentare una delle certezze del sistema turistico regionale.
“I dati confermano quello che avevamo già visto nei nostri consuntivi”, commenta il presidente di Federalberghi Garda Veneto, Ivan De Beni. “Il 2025, a livello occupazionale, ricalca il 2024 ed è quindi da considerarsi una stagione estremamente positiva. In alcuni comuni abbiamo anche registrato piccoli incrementi, un segnale che il mercato è solido e che il Garda continua ad attirare”.
Nei comuni gardesani il confronto tra 2025 e 2024 mostra infatti un andamento complessivamente stabile, con alcuni piccoli incrementi.
Lazise ha registrato nel 2025 3.948.947 presenze, a fronte delle 4.052.124 del 2024. Il dato evidenzia una sostanziale tenuta su volumi molto elevati, dopo un biennio di forte crescita rispetto al periodo pre-2023.
Bardolino cresce un po’: nel 2025 le presenze sono arrivate a 2.520.308. Nel 2024 erano state 2.487.568.
Tra i comuni in crescita rientra anche Castelnuovo del Garda, che passa da 949.937 presenze nel 2024 a 1.004.491 nel 2025, superando nuovamente la soglia del milione.
Sostanzialmente stabile Peschiera del Garda che chiude il 2025 con 2.534.053 presenze, a fronte delle 2.582.448 del 2024. Anche in questo caso il risultato si colloca su livelli alti e consolidati, confermando il ruolo centrale del comune nel sistema turistico gardesano.
Segnali di stabilità e progressione arrivano infine anche dal comune di Garda, che registra 950.919 presenze nel 2025, in aumento rispetto alle 945.592 del 2024.
Lazise ha registrato nel 2025 3.948.947 presenze, a fronte delle 4.052.124 del 2024. Il dato evidenzia una sostanziale tenuta su volumi molto elevati, dopo un biennio di forte crescita rispetto al periodo pre-2023.
Bardolino cresce un po’: nel 2025 le presenze sono arrivate a 2.520.308. Nel 2024 erano state 2.487.568.
Tra i comuni in crescita rientra anche Castelnuovo del Garda, che passa da 949.937 presenze nel 2024 a 1.004.491 nel 2025, superando nuovamente la soglia del milione.
Sostanzialmente stabile Peschiera del Garda che chiude il 2025 con 2.534.053 presenze, a fronte delle 2.582.448 del 2024. Anche in questo caso il risultato si colloca su livelli alti e consolidati, confermando il ruolo centrale del comune nel sistema turistico gardesano.
Segnali di stabilità e progressione arrivano infine anche dal comune di Garda, che registra 950.919 presenze nel 2025, in aumento rispetto alle 945.592 del 2024.
A cambiare è soprattutto il mix dei mercati. Il tradizionale mercato tedesco mostra un lieve rallentamento, ma la flessione è stata compensata dal ritorno degli inglesi e, soprattutto, dalla crescita dei Paesi dell’Est Europa. Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca e Romania si stanno affacciando con sempre maggiore continuità sul Garda.
“Non è un fenomeno casuale”, spiega De Beni. “Negli ultimi dieci anni il Veneto ha costruito rapporti economici molto forti con questi Paesi. Le relazioni sviluppate dalle nostre imprese si riflettono oggi anche sul turismo e rendono il lago una meta sempre più familiare per questi mercati”.
Lo sguardo è già rivolto alla stagione 2026, che partirà a marzo. I primi segnali che arrivano dalle prenotazioni sono incoraggianti: in molte strutture del Garda è già stato venduto circa il 50 per cento della disponibilità.
“È presto per sbilanciarsi”, precisa il Presidente, “perché una stagione turistica dipende da tante variabili. Ma i segnali sono buoni e ci fanno pensare a un avvio interessante”.
Il 2025 conferma infine una dinamica ormai strutturale: la partita si gioca sempre più sul last minute. Le prenotazioni arrivano in momenti diversi, ma una quota decisiva dei flussi si concentra sotto data.
“Molti attendono l’ultimo momento anche per una questione di meteo”, conclude De Beni. “Si cerca di ridurre il rischio di trovare brutto tempo, ma pesano anche le incertezze legate al contesto internazionale. Le crisi geopolitiche e i timori per i rincari rendono le decisioni più caute. È una realtà con cui il Garda convive ormai da tempo e alla quale ha saputo adattarsi”.
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