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06Ago

ZEITLER, 30ENNE DI LAZISE, ALLA VICE PRESIDENZA DEI GIOVANI ALBERGATORI “IL MIO IMPEGNO PER TRASMETTERE LA PASSIONE PER L’OSPITALITA’ GRAZIE AI “MIEI” CHE MI HANNO SPINTO”

6 Agosto 2025 fgv-editor Associazione 210
Francesco Zeitler, 30 anni, di Lazise, già presidente del Comitato Regionale Giovani Albergatori Federalberghi Veneto, è stato eletto alla vice presidenza nazionale.

Zeitler rimarrà all’interno del Comitato, di cui ha assunto la guida Letizia Boscariol, di Bibione, con la carica di Presidente Onorario.

“La mia nomina parte da qui, dalle sponde del Garda”, spiega Zeitler. “Il momento in cui ho pensato di poter cambiare qualcosa è stato quando mi sono accorto che qui c’era ancora una mentalità vecchia. Un giorno ho sentito la frase “noi siamo il Lago di Garda, gli ospiti verranno sempre’. A quel punto ho detto no e da lì è iniziato il mio impegno”.  

 Da lì l’esperienza nel Comitato Giovani Albergatori di Federalberghi Garda Veneto da cui tutto ha avuto inizio.

 E’ seguita la rappresentanza della Regione a livello nazionale. E ora il salto.

 “Questa nomina porta con sé una serie di obiettivi. Il più importante riguarda la formazione. Dobbiamo trasmettere ai giovani la passione per il settore dell’ospitalità, soprattutto adesso che viviamo in un mondo che va troppo veloce.  Il settore alberghiero non funziona così, non porta soddisfazioni facili. Bisogna essere lungimirante, le soddisfazioni arrivano solo se si è capaci di fare un investimento a lungo termine”, spiega Zeitler.

 E poi i ringraziamenti.

 “Dobbiamo ringraziare i senior che hanno immaginato il futuro e hanno investito pensando a noi. Ora siamo noi dobbiamo avere la stessa visione. Dobbiamo creare nuove leve pronte a sostituirci”.

“Vorrei ringraziare Fabio Raimondo (Presidente Nazionale Giovani Albergatori Federalberghi) per la fiducia e poi i “Miei”, quelli che mi hanno spinto, il Presidente Ivan De Beni e il Direttore Mattia Boschelli”.

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06Giu

Telenuovo – Federalberghi fa causa a Booking per “aver imposto prezzi e comportamenti agli albergatori”

6 Giugno 2025 fgv-editor Senza categoria 43

Gli albergatori italiani contro Booking.com. E’ stata infatti messa in piedi un’azione legale collettiva, promossa da Federalberghi insieme a HOTREC (l’associazione europea dell’ospitalità) e ad altre organizzazioni di categoria di 25 Paesi europei, che punta a ottenere un risarcimento economico per i danni provocati – secondo i promotori – da anni di pratiche anticoncorrenziali da parte della nota piattaforma di prenotazioni online.

Pratiche che avrebbero condizionato il mercato con perdite per gli albergatori e costi maggiori per i clienti.

L’azione arriva a pochi mesi dalla sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea, pronunciata il 19 settembre 2024, che ha stabilito come le cosiddette “clausole di parità tariffaria” imposte da Booking.com abbiano violato le regole comunitarie sulla concorrenza.

In campo è scesa anche Federalberghi Garda Veneto che invita tutte le strutture ad unirsi in questa battaglia legale.

“Crediamo sia arrivato il momento di farsi restituire il maltolto, chiamiamolo così”, dice De Beni- “Stiamo cercando di sensibilizzare le strutture a unirsi in questa lotta. L’11 giugno ci sarà il direttivo nazionale a Roma, raccoglieremo tutte le schede per fare massa critica e partecipare a questa azione contro Booking”

Ma esattamente cosa è successo negli ultimi vent’anni? “Booking non è più quello che era all’inizio”, spiega De Beni. “All’origine era una semplice intermediazione per avvicinare il cliente alla struttura. Con il passare del tempo ha però sempre di più invaso il mercato, condizionandolo, e imponendo agli albergatori il comportamento da tenere”.

“Le clausole a cui si fa riferimento -spiega De Beni- hanno di fatto impedito agli hotel di proporre sul proprio sito o su altre piattaforme tariffe migliori rispetto a quelle pubblicate su Booking.com. Questo ha portato le strutture ricettive a perdere il controllo sui propri prezzi e sulla possibilità di vendere direttamente al cliente, subendo un danno economico non trascurabile”.

Ma non è solo l’albergatore a perderci. “Noi paghiamo a Booking una commissione, che a seconda dei mercati varia dal 15% al 20% del prezzo totale della camera”, spiega Giovanni Lonardelli, Presidente degli Albergatori di Bardolino.

“Ci tengo a sottolineare che questa commissione grava anche sulla parte di Iva, cioè noi la paghiamo sul prezzo totale, non sul netto che l’albergo incassa ma sul lordo compreso di IVA. Questa novità che ha portato Federalberghi a muoversi ci dà la possibilità di essere più competitivi, il che non vuol dire necessariamente avere dei margini maggiori.  Prima eravamo obbligati ad avere una parità tariffaria, da oggi invece possiamo anche fare un prezzo un po’ più basso che da un lato ci permette di guadagnare un po’ di più noi ma soprattutto di un trattamento di favore ai nostri clienti”.

Impossibile ovviamente prescindere da Booking, una vetrina mondiale che dà la possibilità a qualsiasi realtà turistica ricettiva di farsi conoscere. L’unica via è quella di fidelizzare i clienti e spingerli a prenotare direttamente. Cosa che ancora in pochi fanno. Per comodità e per la convinzione che così si risparmi.

“Ci sono persone che lo usano come motore di ricerca e quindi ci troviamo spesso a pagare una commissione alta su un cliente abituale, che magari coccoliamo da generazioni e non siamo nemmeno in grado di fargli un trattamento di favore”, conclude Lonardelli.

“Tanti pensano di risparmiare, usando Booking”, conclude De Beni. “La realtà è che quando i clienti vengono da noi direttamente abbiamo la possibilità di offrire loro condizioni molto più vantaggiose”.

TELENUOVO

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06Giu

VeronaTomorrow – Booking nel mirino degli albergatori: via alla causa europea per concorrenza sleale

6 Giugno 2025 fgv-editor Senza categoria 44
Federalberghi e FGV in campo contro le clausole imposte dalla piattaforma: «Penalizzati hotel e clienti, ora è il momento di riprendersi il controllo»

Una battaglia legale senza precedenti è stata avviata dagli albergatori italiani ed europei contro Booking.com, accusata di aver condizionato per anni il mercato turistico con pratiche anticoncorrenziali. Al centro della contesa ci sono le cosiddette clausole di parità tariffaria, che impedivano agli hotel di offrire sul proprio sito prezzi più vantaggiosi rispetto a quelli proposti sulla piattaforma.

L’azione collettiva, promossa da Federalberghi insieme a HOTREC e a 25 organizzazioni di categoria in tutta Europa, punta a ottenere un risarcimento economico per i danni subiti dagli operatori del settore e, indirettamente, anche dai consumatori. A sostegno dell’iniziativa si è schierata anche Federalberghi Garda Veneto, con il presidente Paolo De Beni che ha invitato le strutture locali a unirsi al ricorso: «È ora di farci restituire il maltolto», ha dichiarato. La raccolta delle adesioni avverrà in occasione del direttivo nazionale in programma l’11 giugno a Roma.

Il contesto giuridico è favorevole: la Corte di giustizia dell’Unione europea ha già condannato, nel settembre 2024, le clausole di Booking come lesive della concorrenza. Secondo De Beni, «Booking è passato dall’essere uno strumento di intermediazione utile a una piattaforma dominante, che ha imposto agli albergatori condizioni rigide e penalizzanti».

Il danno, spiegano gli operatori, non si limita al lato imprenditoriale. Giovanni Lonardelli, presidente degli albergatori di Bardolino, ha evidenziato come le commissioni – tra il 15% e il 20% del prezzo lordo, Iva inclusa – ricadano anche sul cliente abituale: «Ci capita di dover pagare una percentuale anche per chi ci conosce da anni. E questo rende difficile offrire un trattamento personalizzato o scontato». Ora, grazie alla caduta dell’obbligo di parità tariffaria, gli hotel possono proporre prezzi inferiori a quelli pubblicati su Booking, migliorando la competitività e premiando i clienti diretti.

Restano, però, i vincoli del mercato. Nessun albergatore può oggi rinunciare del tutto alla visibilità offerta da Booking.com, che resta una vetrina mondiale fondamentale, soprattutto per le realtà medio-piccole. Il cambio di strategia, quindi, punta sulla fidelizzazione: «Bisogna convincere i clienti che prenotare direttamente conviene davvero», spiega Lonardelli. «Ma finché penseranno che su Booking risparmiano, sarà difficile cambiare le abitudini».

La causa collettiva mira a riequilibrare il rapporto di forza tra piattaforme e strutture ricettive, restituendo agli hotel la libertà di definire la propria politica tariffaria. Un’azione che potrebbe aprire una nuova fase per il turismo europeo, incentrata sulla trasparenza, la concorrenza leale e il ritorno al rapporto diretto tra ospite e albergatore.

VERONA TOMORROW

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06Giu

Telearena – Forum Economia 04/06/2025

6 Giugno 2025 fgv-editor Senza categoria 52

Federalberghi fa causa a Booking.com. L’iniziativa fa seguito alla sentenza della Corte di giustizia europea, che ha stabilito che le clausole di parità tariffaria imposte dalla piattaforma violavano il diritto della concorrenza dell’Ue. Alla vigilia dell’estate approfondiamo il rapporto tra ospitalità e business in rete. In calce la puntata di Forum economia andata in onda il 4 giugno 2025. Ospiti il nostro presidente Ivan De Beni, il presidente degli albergatori di Bardolino Giovanni Lonardelli, il presidente di Federalberghi Verona Maurizio Russo e vicepresidente di Federalberghi Verona Alessandro Tapparini.

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06Giu

Veronaeconomia – Federalberghi Garda Veneto si unisce all’azione legale contro Booking

6 Giugno 2025 fgv-editor Senza categoria 45
Anche l’associazione di categoria degli alberghi gardesani aderisce all’iniziativa lanciata da Federalberghi nazionale. De Beni: «I clienti pensano di risparmiare utilizzando la piattaforma, ma non è così».

Gli albergatori italiani alzano la voce e passano all’azione legale contro Booking.com, accusata di aver condizionato per anni il mercato con pratiche ritenute anticoncorrenziali. L’iniziativa, promossa da Federalberghi Nazionale in sinergia con HOTREC (l’associazione europea dell’ospitalità) e altre organizzazioni di 25 Paesi europei, punta a ottenere un risarcimento economico per i danni subiti da migliaia di strutture ricettive.

Al centro dell’accusa vi sono le clausole di parità tariffaria, già dichiarate contrarie alle norme UE dalla Corte di giustizia dell’Unione Europea lo scorso settembre 2024. Tali clausole impedivano agli hotel di proporre ai clienti tariffe più convenienti rispetto a quelle pubblicate su Booking, limitando la libertà degli imprenditori e generando perdite economiche significative.

Anche Federalberghi Garda Veneto, dopo l’annuncio di Federalberghi Verona, si è unita a questa battaglia, invitando gli albergatori del territorio a partecipare all’azione collettiva. «È arrivato il momento di farci restituire il maltolto», ha dichiarato Ivan De Beni, esortando gli associati ad aderire all’iniziativa in vista del direttivo nazionale previsto l’11 giugno a Roma.

«Booking non è più una semplice piattaforma di intermediazione com’era all’inizio – spiega De Beni, – ma ha assunto un ruolo dominante, imponendo comportamenti agli albergatori, vincolandoli nei prezzi e nelle condizioni da applicare». Il meccanismo ha generato una perdita di controllo sulle politiche commerciali degli hotel, costretti a seguire linee imposte da una multinazionale, spesso a discapito del rapporto diretto con il cliente.

A sottolineare l’impatto anche sul consumatore è Giovanni Lonardelli, presidente degli albergatori di Bardolino: «Paghiamo commissioni altissime a Booking, anche sull’IVA, che vanno dal 15 al 20% del prezzo totale. Ci tengo a sottolineare che questa commissione grava anche sulla parte di Iva, cioè noi la paghiamo sul prezzo totale, non sul netto che l’albergo incassa ma sul lordo compreso di IVA. Questa novità che ha portato Federalberghi a muoversi ci dà la possibilità di essere più competitivi, il che non vuol dire necessariamente avere dei margini maggiori.  Prima eravamo obbligati ad avere una parità tariffaria, da oggi invece possiamo anche fare un prezzo un po’ più basso che da un lato ci permette di guadagnare un po’ di più noi ma soprattutto di un trattamento di favore ai nostri clienti».

La recente pronuncia della Corte UE ha infatti aperto uno scenario inedito, consentendo agli hotel di proporre tariffe più basse ai propri clienti diretti. “Da oggi possiamo tornare ad essere competitivi – prosegue Lonardelli – e offrire condizioni personalizzate ai nostri clienti abituali.”

La sfida ora è sulla fidelizzazione: convincere gli ospiti a prenotare direttamente, smascherando il falso mito del risparmio su Booking. «Quando i clienti vengono direttamente da noi possiamo offrire condizioni più vantaggiose», conclude De Beni. «Molti usano Booking come motore di ricerca e finiscono per farci pagare commissioni su prenotazioni che potremmo gestire internamente».

Un messaggio forte e chiaro, che segna l’inizio di una battaglia legale ed etica per riequilibrare i rapporti nel settore dell’ospitalità, restituendo agli operatori la libertà di gestire la propria attività e ai clienti il vantaggio di scegliere in piena consapevolezza.

VERONAECONOMIA

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06Giu

Veronasera – Federalberghi contro Booking: «I clienti pensano di risparmiare usandolo, ma non è così»

6 Giugno 2025 fgv-editor Senza categoria 44
FGV si unisce alla battaglia che ha messo in piedi un’azione legale collettiva contro la piattaforma per pratiche anticoncorrenziali. «Hanno di fatto impedito agli hotel di proporre sul proprio sito o su altre piattaforme tariffe migliori rispetto a quelle pubblicate su Booking.com», ha detto il presidente De Beni

Albergatori italiani contro Booking.com. È stata messa in piedi un’azione legale collettiva, promossa da Federalberghi insieme a HOTREC (l’associazione europea dell’ospitalità) e ad altre organizzazioni di categoria di 25 Paesi europei, che punta a ottenere un risarcimento economico per i danni provocati, secondo i promotori, da anni di pratiche anticoncorrenziali da parte della nota piattaforma di prenotazioni online.
Pratiche che avrebbero condizionato il mercato con perdite per gli albergatori e costi maggiori per i clienti.

L’azione arriva a pochi mesi dalla sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea, pronunciata il 19 settembre 2024, che ha stabilito come le cosiddette “clausole di parità tariffaria” imposte da Booking.com abbiano violato le regole comunitarie sulla concorrenza.

In campo è scesa anche Federalberghi Garda Veneto che invita tutte le strutture ad unirsi in questa battaglia legale.

«Crediamo sia arrivato il momento di farsi restituire il maltolto, chiamiamolo così – ha detto il presidente De Beni -. Stiamo cercando di sensibilizzare le strutture a unirsi in questa lotta. L’11 giugno ci sarà il direttivo nazionale a Roma, raccoglieremo tutte le schede per fare massa critica e partecipare a questa azione contro Booking»

Ma esattamente cosa è successo negli ultimi vent’anni? «Booking non è più quello che era all’inizio – ha spiegato De Beni -. All’origine era una semplice intermediazione per avvicinare il cliente alla struttura. Con il passare del tempo ha però sempre di più invaso il mercato, condizionandolo, e imponendo agli albergatori il comportamento da tenere.
Le clausole a cui si fa riferimento – ha proseguito- hanno di fatto impedito agli hotel di proporre sul proprio sito o su altre piattaforme tariffe migliori rispetto a quelle pubblicate su Booking.com. Questo ha portato le strutture ricettive a perdere il controllo sui propri prezzi e sulla possibilità di vendere direttamente al cliente, subendo un danno economico non trascurabile».

Non sarebbe solo l’albergatore a perderci. «Noi paghiamo a Booking una commissione, che a seconda dei mercati varia dal 15% al 20% del prezzo totale della camera – ha sottolineato Giovanni Lonardelli, presidente degli Albergatori di Bardolino -. Ci tengo a sottolineare che questa commissione grava anche sulla parte di Iva, cioè noi la paghiamo sul prezzo totale, non sul netto che l’albergo incassa ma sul lordo compreso di IVA. Questa novità che ha portato Federalberghi a muoversi ci dà la possibilità di essere più competitivi, il che non vuol dire necessariamente avere dei margini maggiori. Prima eravamo obbligati ad avere una parità tariffaria, da oggi invece possiamo anche fare un prezzo un po’ più basso che da un lato ci permette di guadagnare un po’ di più noi ma soprattutto di un trattamento di favore ai nostri clienti».

Impossibile ovviamente prescindere da Booking, sottolineano i promotori, una vetrina mondiale che dà la possibilità a qualsiasi realtà turistica ricettiva di farsi conoscere.
L’unica via sarebbe quella di fidelizzare i clienti e spingerli a prenotare direttamente. Cosa che ancora in pochi fanno,  verosimilmente per comodità e per la convinzione che così si risparmi, secondo Federalberghi.
«Ci sono persone che lo usano come motore di ricerca e quindi ci troviamo spesso a pagare una commissione alta su un cliente abituale, che magari coccoliamo da generazioni e non siamo nemmeno in grado di fargli un trattamento di favore», ha detto Lonardelli.
«Tanti pensano di risparmiare, usando Booking – ha concluso De Beni -. La realtà è che quando i clienti vengono da noi direttamente abbiamo la possibilità di offrire loro condizioni molto più vantaggiose».

VERONASERA

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06Giu

La Cronaca di Verona – Federalberghi fa causa a Booking

6 Giugno 2025 fgv-editor Senza categoria 39
De Beni: “I clienti pensano di risparmiare usando la piattaforma”

Contro Booking scende in campo anche Federalberghi Garda Veneto che invita tutte le strutture ad unirsi in questa battaglia legale. E’ stata infatti messa in piedi un’azione legale collettiva, promossa da Federalberghi insieme a HOTREC (l’associazione europea dell’ospitalità) e ad altre organizzazioni di categoria di 25 Paesi europei, che punta a ottenere un risarcimento economico per i danni provocati – secondo i promotori – da anni di pratiche anticoncorrenziali da parte della nota piattaforma di prenotazioni online. L’azione arriva a pochi mesi dalla sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea, pronunciata il 19 settembre 2024, che ha stabilito come le cosiddette “clausole di parità tariffaria” imposte da Booking.com abbiano violato le regole comunitarie sulla concorrenza. “Crediamo sia arrivato il momento di farsi restituire il maltolto, chiamiamolo così”, dice Ivan De Beni- “Stiamo cercando di sensibilizzare le strutture a unirsi in questa lotta. L’11 giugno ci sarà il direttivo nazionale a Roma, raccoglieremo tutte le schede per fare massa critica e partecipare a questa azione contro Booking”. Ma non è solo l’albergatore a perderci. “Noi paghiamo a Booking una commissione, che a seconda dei mercati varia dal 15% al 20% del prezzo totale della camera”, spiega Giovanni Lonardelli, Presidente degli Albergatori di Bardolino.

LA CRONACA DI VERONA

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06Giu

L’Arena – Federalberghi, Verona e il Garda fanno causa a Booking.com

6 Giugno 2025 fgv-editor Senza categoria 53

Di Katia Ferraro

Strutture ricettive in rivolta contro Booking.com, la più diffusa e utilizzata agenzia di viaggi online (Ota l’acronimo inglese: Online travel agency) a livello europeo. Da strumento utile per ottenere maggiore visibilità e intercettare nuovi clienti in internet, negli anni Booking è cresciuto fino a monopolizzare il mercato andando anche contro il principio della libera concorrenza. Questa l’accusa mossa al colosso olandese dal comparto ricettivo italiano ed europeo, che anche nel Veronese si sta mobilitando per promuovere un’azione legale collettiva con cui chiedere un risarcimento e recuperare una parte significativa delle commissioni pagate alla piattaforma di intermediazione e prenotazione nell’arco di vent’anni, dal 2004 al 2024, oltre agli interessi.

La sentenza europea

Il periodo considerato arriva allo scorso anno perché fa riferimento alla sentenza della Corte di giustizia europea del 19 settembre 2024, con cui è stato stabilito che le clausole di parità tariffaria (parity rate) imposte dalla piattaforma violavano il diritto della concorrenza dell’Unione europea. Negli ultimi venti anni, spiega Federalberghi nazionale in una nota, queste clausole hanno messo gli hotel italiani in una posizione di svantaggio competitivo, impedendo la concorrenza sui prezzi tra Booking.com e altre piattaforme online, gonfiando così le commissioni pagate. Non solo: tali clausole avrebbero anche limitato l’autonomia delle strutture nell’offrire prezzi o disponibilità migliori se contattate direttamente senza l’intermediazione della piattaforma. Anche Federalberghi Verona e Federalberghi Garda Veneto hanno avviato una campagna per far conoscere ai propri associati la possibilità di aderire all’azione legale, promossa da Federalberghi nazionale assieme a Hotrec (associazione europea dell’ospitalità) e alle associazioni nazionali degli albergatori di altri 25 Paesi europei. «È un’opportunità per difendere i propri diritti, recuperare le perdite e sostenere un mercato online più equo», ha affermato Maurizio Russo, presidente di Federalberghi Confcommercio Verona. Dello stesso parere Ivan De Beni, omologo della sezione Garda Veneto: «All’inizio Booking era una semplice intermediazione per avvicinare il cliente alla struttura, con il tempo ha però sempre di più invaso il mercato condizionandolo e imponendo agli albergatori il comportamento da tenere. Molte volte è Booking stesso a determinare le tariffe, ma l’aspetto peggiore è che fino alla sentenza non abbiamo avuto potere contrattuale con le altre Ota» come ad esempio Expedia, Airbnb, Trivago. Già prima del 2024 c’erano poi strutture che applicavano prezzi più bassi sul proprio sito «ma lo facevano rischiando di essere chiamate in causa per non aver rispettato il contratto», precisa De Beni. Oppure, come rilevato l’Agcom nel 2022, se all’esito del monitoraggio capillare e sofisticato operato Booking fossero stati trovati prezzi migliori su altri siti, l’offerta veniva allineata applicando uno sconto senza il consenso delle strutture.

Il problema

«Il principio fondante è che queste clausole sono contro il principio della libera concorrenza», rimarca De Beni, «da anni lo denunciamo come sistema Federalberghi, anche tramite le associazioni dei consumatori. Vedremo come andrà a finire, l’11 giugno ci sarà il direttivo nazionale a Roma e raccoglieremo le adesioni per fare massa critica e partecipare a questa azione. Non lo facciamo perché siamo ingordi, ma perché il mercato si è ammalato di queste strategie fatte in modo da ottenere il monopolio». Giovanni Lonardelli, presidente degli albergatori di Bardolino, sottolinea un altro aspetto considerato ingiusto: «Noi paghiamo a Booking una commissione che a seconda dei mercati varia dal 15 al 20 per cento del prezzo totale della camera, cioè sul lordo compreso di Iva e non sul netto che l’albergo incassa».

L’invito

Al di là della battaglia legale, l’invito ai potenziali clienti è di prenotare le vacanze contattando direttamente le strutture ricettive senza passare per le cosiddette Ota: «Tanti pensano di risparmiare usandole», conclude De Beni, «la realtà è che se vengono da noi direttamente abbiamo la possibilità di offrire condizioni più vantaggiose».

L’Arena, 6 giugno 2025, p. 25 –> CLICCA SULL’IMMAGINE PER LEGGERE L’ARTICOLO

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05Giu

FEDERALBERGHI FA CAUSA A BOOKING PER AVER IMPOSTO PREZZI E COMPORTAMENTI AGLI ALBERGATORI DE BENI: “I CLIENTI PENSANO DI RISPARMIARE USANDO LA PIATTAFORMA MA NON E’ COSI’”

5 Giugno 2025 fgv-editor Associazione 130
Federalberghi Garda Veneto si unisce alla battaglia di Federalberghi Nazionale che ha messo in piedi un’azione legale collettiva contro Booking per pratiche anticoncorrenziali. De Beni: “Impossibile per noi praticare ai clienti un prezzo inferiore a quello messo su Booking”

 

Gli albergatori italiani contro Booking.com.

E’ stata infatti messa in piedi un’azione legale collettiva, promossa da Federalberghi insieme a HOTREC (l’associazione europea dell’ospitalità) e ad altre organizzazioni di categoria di 25 Paesi europei, che punta a ottenere un risarcimento economico per i danni provocati – secondo i promotori – da anni di pratiche anticoncorrenziali da parte della nota piattaforma di prenotazioni online.

Pratiche che avrebbero condizionato il mercato con perdite per gli albergatori e costi maggiori per i clienti.

L’azione arriva a pochi mesi dalla sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea, pronunciata il 19 settembre 2024, che ha stabilito come le cosiddette “clausole di parità tariffaria” imposte da Booking.com abbiano violato le regole comunitarie sulla concorrenza.

In campo è scesa anche Federalberghi Garda Veneto che invita tutte le strutture ad unirsi in questa battaglia legale.

“Crediamo sia arrivato il momento di farsi restituire il maltolto, chiamiamolo così”, dice De Beni- “Stiamo cercando di sensibilizzare le strutture a unirsi in questa lotta. L’11 giugno ci sarà il direttivo nazionale a Roma, raccoglieremo tutte le schede per fare massa critica e partecipare a questa azione contro Booking”

Ma esattamente cosa è successo negli ultimi vent’anni?

“Booking non è più quello che era all’inizio”, spiega De Beni. “All’origine era una semplice intermediazione per avvicinare il cliente alla struttura. Con il passare del tempo ha però sempre di più invaso il mercato, condizionandolo, e imponendo agli albergatori il comportamento da tenere”.

“Le clausole a cui si fa riferimento -spiega De Beni- hanno di fatto impedito agli hotel di proporre sul proprio sito o su altre piattaforme tariffe migliori rispetto a quelle pubblicate su Booking.com. Questo ha portato le strutture ricettive a perdere il controllo sui propri prezzi e sulla possibilità di vendere direttamente al cliente, subendo un danno economico non trascurabile”.

Ma non è solo l’albergatore a perderci.

“Noi paghiamo a Booking una commissione, che a seconda dei mercati varia dal 15% al 20% del prezzo totale della camera”, spiega Giovanni Lonardelli, Presidente degli Albergatori di Bardolino.

“Ci tengo a sottolineare che questa commissione grava anche sulla parte di Iva, cioè noi la paghiamo sul prezzo totale, non sul netto che l’albergo incassa ma sul lordo compreso di IVA. Questa novità che ha portato Federalberghi a muoversi ci dà la possibilità di essere più competitivi, il che non vuol dire necessariamente avere dei margini maggiori.  Prima eravamo obbligati ad avere una parità tariffaria, da oggi invece possiamo anche fare un prezzo un po’ più basso che da un lato ci permette di guadagnare un po’ di più noi ma soprattutto di un trattamento di favore ai nostri clienti”.

Impossibile ovviamente prescindere da Booking, una vetrina mondiale che dà la possibilità a qualsiasi realtà turistica ricettiva di farsi conoscere.

L’unica via è quella di fidelizzare i clienti e spingerli a prenotare direttamente.

Cosa che ancora in pochi fanno. Per comodità e per la convinzione che così si risparmi.

“Ci sono persone che lo usano come motore di ricerca e quindi ci troviamo spesso a pagare una commissione alta su un cliente abituale, che magari coccoliamo da generazioni e non siamo nemmeno in grado di fargli un trattamento di favore”, conclude Lonardelli.

“Tanti pensano di risparmiare, usando Booking”, conclude De Beni. “La realtà è che quando i clienti vengono da noi direttamente abbiamo la possibilità di offrire loro condizioni molto più vantaggiose”.

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05Lug

Federalberghi e Faita hanno rinnovato il CCNL Turismo

5 Luglio 2024 fgv-editor News 162
Nella notte tra il 4 e il 5 luglio Federalberghi e Faita, insieme a Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, hanno sottoscritto l’accordo di rinnovo del Ccnl per i dipendenti da aziende del settore turismo. Si parla di 28mila Aziende per circa 290mila lavoratori, che diventano 410 mila durante il periodo estivo.
Le trattative erano iniziate il 27 febbraio 2020, pochi giorni prima del grande lockdown.
Ricordiamo che il Ccnl si applica ai lavoratori occupati in tutte le attività turistico ricettive italiane, alberghiere ed extralberghiere nonché alle attività annesse alle stesse, quali centri congressi, stabilimenti termali, stabilimenti balneari, bar, ristoranti, ecc. Si tratta del contratto collettivo più rappresentativo nel comparto turistico ricettivo, essendo applicato a più dell’81% dei lavoratori dipendenti.
Il nuovo contratto sarà in vigore sino al 31 dicembre 2027, con un primo aumento salariale pari a 70 euro, che sarà pagato con la retribuzione del mese di luglio 2024. Sono previste ulteriori 4 rate, che determineranno un aumento complessivo di 200 euro.
Oltre a definire lo sviluppo delle retribuzioni per i prossimi quattro anni, l’accordo prevede un pacchetto di istituti volti a rendere più attrattivo il lavoro nel turismo, tra cui spiccano le soluzioni in favore delle donne e dei giovani, per un settore in cui il 55% degli occupati è di sesso femminile e il 48% dei lavoratori ha meno di quarant’anni.
LEGGI IL COMUNICATO STAMPA
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26Gen

XX edizione dell’Albergatore Day di Federalberghi Roma

26 Gennaio 2024 fgv-editor News 164
La XX edizione dell’“Albergatore Day” organizzato da Federalberghi Roma, ci ha visti presenti tramite il nostro direttore Mattia Boschelli al Parco dei Principi Grand Hotel & Spa, mercoledì 24 gennaio 2024.
L’albergatore Day rappresenta la più importante occasione di incontro e confronto tra i fornitori di prodotti e servizi alberghieri, con gli oltre 1.400 operatori dell’Ospitalità che ogni anno partecipano alla giornata scandita da seminari informativi e interventi dei rappresentanti delle Istituzioni.
Un’occasione di grande arricchimento, con tematiche sempre interessanti per programmare il futuro del sistema turistico-alberghiero e – non ultimo – una preziosa opportunità di incontro e network fondamentale anche per noi, come parte del Sistema Federalberghi.
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16Ago

L’Arena – Turismo, stagione d’oro Ora c’è la sfida di settembre

16 Agosto 2023 fgv-editor Senza categoria 87

Scavalcato Ferragosto, gli occhi degli operatori turistici sono puntati su settembre e ottobre, mesi che negli ultimi anni hanno dato buone soddisfazioni. Fare previsioni è diventato però sempre più difficile perché il mercato turistico, sia sul Garda che in città, è sempre più «fluido»: le prenotazioni arrivano sotto data così come, talvolta, anche le cancellazioni, rendendo arduo pronosticare l’andamento a breve termine. Ecco allora che più dei numeri contano tendenze e percezioni. «Per questi giorni siamo vicini al quasi tutto esaurito, perciò ampiamente soddisfatti, e anche per la seconda metà del mese stiamo caricando bene», è il riscontro di Ivan De Beni, presidente di Federalberghi Garda Veneto a cui sono associate 400 strutture, «per settembre il sentimento è buono, ma come tutto può cambiare, si ragiona a consuntivo».PrevisioniTendenza confermata nell’alto lago da Vittorio Mazzoldi, presidente dell’associazione albergatori di Malcesine e vice di De Beni: «I numeri ci stanno premiando, le richieste ci sono: stanno arrivando sia per fine agosto che per settembre, anche se per entrambi i periodi c’è la possibilità di non vedere il tutto esaurito». Prematuro guardare ad ottobre anche perché, spiega Mazzoldi, alcune strutture iniziano a chiudere verso la metà del mese. Sulla città fa il punto Giulio Cavara, presidente di Federalberghi Verona: «Per gli ultimi giorni di agosto i dati H-Benchmark, estrapolati dai terminali delle strutture alberghiere, mostrano il 70% di occupazione acquisita per Verona centro, più 7% rispetto al 2022».Proprio la ripresa post Covid ha fatto sperare in un 2023 ancora migliore «e tutto lascia presagire lo sarà», aggiunge Cavara. Giudizio suffragato dalle già buone prenotazioni per settembre, attorno al 60%. Ottobre, al momento si attesta al 25%, dato che non spaventa essendo il mondo del turismo sempre più dinamico. Prezzi«Per quanto riguarda i prezzi», tiene a precisare Cavara, «è vero che anche nella nostra categoria c’è stato un incremento, ma non così importante e non per intenti speculativi, tanto da non aver compensato del tutto gli aumenti che anche abbiamo subito. Se da un lato i costi energetici sono scesi, dall’altro le aziende da cui ci riforniamo non hanno rettificato al ribasso». Tornando ai numeri, va bene anche il comparto extralberghiero.«È un anno positivo», risponde Fabio Fraccaroli, presidente dell’Associazione b&b e locazioni turistiche Baldo Garda Valpolicella e Verona, realtà che rappresenta oltre settanta strutture, «siamo nella norma delle ultime stagioni, in cui rispetto al passato abbiamo riscontrato un aumento della richiesta anche nell’entroterra. Per settembre», prosegue, «a Verona abbiamo già prenotazioni per tutto il mese e penso sia lo stesso sul lago, ma anche altrove stanno arrivando numerose richieste».Modalità di venditaIn definitiva, conclude Fraccaroli, «prevedo un settembre ottimo». In linea con le stagioni d’oro del 2019 e 2022 anche i campeggi, che nel basso lago fanno la parte del leone per arrivi e presenze. Giacomo Ballerini, titolare di Garda Turismo Srl, società di consulenza per aziende e Comuni gardesani, restituisce un’analisi basata sulla politica dei prezzi e sulle modalità di vendita del soggiorno: «Chi fa un controllo giornaliero ha adottato dei correttivi sulle tariffe, non aumentandole quanto si sarebbe auspicato a inizio stagione, riuscendo così a fare numeri interessanti. Soprattutto quest’anno chi ha visto delle prenotazioni minori ha dato più posti letto in gestione ai tour operator, a cui si affidano tutte le strutture dalle cinquanta camere in su».

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