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Federalberghi Garda Veneto

prevenzione

Home prevenzione
19Ago

West Nile e altre infezioni virali: attivati i test diagnostici all’Ospedale Pederzoli

19 Agosto 2025 fgv-editor News 124
Un’informazione utile per turisti, operatori e residenti sul territorio del Garda

Nell’ambito delle azioni di prevenzione e sensibilizzazione già avviate da Federalberghi Garda Veneto in merito al virus West Nile, segnaliamo un servizio diagnostico specifico attivo presso l’Ospedale Pederzoli di Peschiera del Garda, dedicato alla rapida identificazione delle principali infezioni virali trasmesse dalle zanzare.

Grazie alla disponibilità di test sierologici e molecolari, la struttura ospedaliera consente una diagnosi tempestiva in caso di sintomi sospetti, come febbre improvvisa, malessere o sintomi simil-influenzali durante i mesi estivi.

🔬 Esami disponibili:

  • Test sierologico per West Nile

  • Test sierologico per Dengue

  • Test molecolare multiplo (PCR) per West Nile, Dengue, Chikungunya e Febbre Gialla
    (questo esame consente la rilevazione simultanea dell’RNA dei 4 virus)

📌 I test possono essere eseguiti:
✔ In regime privato
✔ Tramite Servizio Sanitario Regionale, con prescrizione medica

👉Per effettuare il prelievo è necessaria la prenotazione telefonica, oppure presso lo sportello:

📅 Dal lunedì al venerdì | 🕗 08:00 – 19:00
📞 Telefono: 045 6449270
📲 Oppure tramite App: Prenoting Pederzoli
🔗 Maggiori dettagli qui: Vai alla pagina informativa

🧭 Vi invitiamo a condividere questa informazione anche con i vostri ospiti, specialmente in presenza di febbri estive o sintomi sospetti. Ricordiamo che la diagnosi precoce è uno degli strumenti più efficaci per la tutela della salute individuale e collettiva.

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14Ago

Ulss 9 Scaligera – Prevenzione Zecche: tutto quello che devi sapere

14 Agosto 2024 fgv-editor News 143

Le zecche sono piccole creature simili agli insetti che mordono gli animali selvatici e ne succhiano il sangue, ma possono mordere anche l’uomo e gli animali domestici. Le zecche sono diffuse in tutto il mondo e se ne conoscono circa 900 specie. In Europa sono presenti la famiglia degli Ixodidi, o zecche dure per la presenza di uno scudo dorsale coriaceo e quella degli Argasidi o zecche molli, senza scudo.

Malattie trasmissibili dal morso della zecca

Gli Ixodidi sono in grado di trasmettere all’uomo gli agenti patogeni responsabili di alcune patologie, quali:

  • la borreliosi di Lyme;
  • l’ehrlichiosi;
  • le febbri bottonose da rickettsiae;
  • la tularemia;
  • la febbre Q;
  • la babesiosi;
  • l’encefalite virale;
  • la febbre emorragica Crimea-Congo, associata in particolare a specie del genere Hyalomma.

Con l’inizio della bella stagione le zecche abbandonano lo stato di quiescenza invernale e si avviano alla ricerca di un ospite da parassitare. Nei mesi primaverili ed estivi è quindi più frequente imbattersi nel cosiddetto “morso da zecca”. La puntura della zecca non è di per sé pericolosa per l’uomo, i rischi sanitari dipendono invece dalla possibilità di contrarre infezioni trasmesse da questi animali in qualità di vettori.

La maggior parte di queste malattie può essere diagnosticata esclusivamente sul piano clinico, ma una pronta terapia antibiotica, nelle fasi iniziali, è generalmente risolutiva in particolar modo per le forme a eziologia batterica. Solo raramente (fino al 5% dei casi) e in soggetti anziani o bambini queste infezioni possono essere pericolose per la vita.

Prevenzione

Esistono alcune precauzioni per ridurre significativamente la possibilità di venire a contatto con le zecche, o almeno per individuarle rapidamente, prima che possano trasmettere una malattia. In generale, è consigliato:

  • indossare abiti chiari (perché rendono più facile l’individuazione delle zecche), coprire le estremità, soprattutto inferiori, con calze chiare (meglio stivali), utilizzare pantaloni lunghi e preferibilmente un cappello;
  • evitare di strusciare l’erba lungo il margine dei sentieri, non addentrarsi nelle zone in cui l’erba è alta;
  • al termine dell’escursione, effettuare un attento esame visivo e tattile della propria pelle, dei propri indumenti e rimuovere le zecche eventualmente presenti. Le zecche tendono a localizzarsi preferibilmente sulla testa, sul collo, dietro le ginocchia, sui fianchi;
  • trattare sempre gli animali domestici (cani) con appositi prodotti contro le zecche, soprattutto a ridosso di una escursione;
  • controllare, scuotere ed eventualmente spazzolare gli indumenti prima di portarli all’interno delle abitazioni per poi lavarli.

Inoltre, in commercio esistono repellenti per insetti e anche per scoraggiare l’attacco delle zecche (a base di DEET o N-dietiltoluamide e Icaridina o KBR3023).

Se individuate sulla pelle, le zecche vanno prontamente rimosse perché la probabilità di contrarre un’infezione è direttamente proporzionale alla durata della permanenza del parassita sull’ospite. Infatti, solo dopo un certo periodo (alcune ore) in cui è saldamente ancorata per alimentarsi, la zecca rigurgita parte del pasto e potrebbe inoculare nel sangue dell’ospite eventuali patogeni. Bisogna comunque tenere presente che solo una percentuale di individui è portatore di infezione.

VACCINO: L’unica malattia trasmissibile dalle zecche per prevenire la quale esiste un vaccino è l’encefalite. La vaccinazione è raccomandata ai viaggiatori che prevendono di visitare aree rurali all’interno di regioni endemiche. Si  suggerisce di effettuarlo per tempo e in più dosi perché sia efficace. Inoltre è necessario sapere che questo vaccino non protegge dalle altre malattie che la zecca può trasmettere. Poiché non esiste un vaccino per prevenire le altre malattie trasmissibili dalla zecca, è necessario proteggersi preventivamente dai loro morsi.

–> CLICCA QUI per scaricare il vademecum con tutte le precauzioni.

–> CLICCA QUI per scaricare l’opuscolo completo di tutte le informazioni sulle zecche.

Rimozione della zecca

Cosa non fare:

non utilizzare mai per rimuovere la zecca: alcol, benzina, acetone, trielina, ammoniaca, olio o grassi, né oggetti arroventati, fiammiferi o sigarette per evitare che la sofferenza indotta possa provocare il rigurgito di materiale infetto e un ulteriore affondamento del parassita nella pelle dell’ospite.

Cosa fare:

  • la zecca deve essere afferrata con una pinzetta a punte sottili, il più possibile vicino alla superficie della pelle, e rimossa tirando dolcemente cercando di imprimere un leggero movimento di rotazione. Attualmente si possono trovare in commercio degli specifici estrattori che permettono di rimuovere la zecca con un movimento rotatorio;
  • durante la rimozione bisogna prestare la massima attenzione a non schiacciare il corpo della zecca, per evitare il rigurgito che aumenterebbe la possibilità di trasmissione di agenti patogeni;
  • dopo la rimozione della zecca, disinfettare la zona, evitando l’utilizzo di disinfettanti che colorano la cute, come la tintura di iodio;
  • evitare di toccare a mani nude la zecca nel tentativo di rimuoverla, le mani devono essere protette (con guanti) e poi lavate;
  • spesso il rostro rimane all’interno della cute: in questo caso deve essere estratto con un ago sterile o con pinzette a punte sottili adeguatamente sterilizzate;
  • è consigliabile conservare la zecca in una boccetta con alcol al 70% per una successiva identificazione morfologica ed eventuale isolamento di patogeni, in caso di comparsa di sintomi per poter ricevere cure mirate e medicine specifiche. In caso di malattia, informare quanto prima il medico della data e della località in cui si è venuti a contatto con la zecca;
  • dopo la rimozione effettuare la profilassi antitetanica;
  • rivolgersi al proprio medico curante nel caso si noti un alone rossastro che tende ad allargarsi oppure febbre, mal di testa, debolezza, dolori alle articolazioni, ingrossamento dei linfonodi.

–> CLICCA QUI per consultare l’ultimo Bollettino di Sorveglianza delle Arbovirosi e delle malattie trasmesse da vettori divulgato dall’Ulss9 Scaligera.

👉 Se desiderate essere sempre aggiornati sulle malattie trasmette da vettori come la Dengue in Veneto: https://sisp.aulss9.veneto.it/Arbovirosi

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11Lug

Ulss 9 Scaligera – Febbre Dengue: cos’è, come si trasmette, sintomatologia e prevenzione

11 Luglio 2024 fgv-editor News 262

L’infezione da parte del virus della febbre Dengue è una malattia virale trasmessa dalla puntura di zanzare infette del genere Aedes, soprattutto A. aegypti.

Ha un periodo di incubazione che può variare da 3 a 14 giorni, con una media di 5-7 giorni, dopo la puntura di zanzara. La malattia è trasmessa principalmente da zanzare del genere Aedes, soprattutto A. aegypti ma anche A. albopictus (o zanzara tigre), che pungono prevalentemente nelle ore diurne.

È diffusa in gran parte dell’America Latina, Sud-Est Asiatico, Africa e Oceania e arriva in Europa attraverso gli aerei e in generale attraverso soggetti che vengono punti in queste zone e che vengono poi punti nuovamente dalle zanzare presenti sul territorio. Va specificato che non c’è trasmissione diretta persona-persona, ma la zanzara diventa contagiosa 8-12 giorni dopo aver ingerito sangue da paziente viremico e tale rimane per il resto della vita. La fase viremica nell’uomo dura circa 3-5 giorni.

Nella maggior parte dei casi l’infezione è asintomatica. Normalmente la malattia – quando si manifesta – comporta febbre elevata per 3-5 giorni ad esordio improvviso, che insorge 5-6 giorni dalla puntura della zanzara. Si può associare a astenia, cefalea intensa, dolori retro-orbitali, mio-artralgie (viene chiamata per questo febbre “spaccaossa”), disturbi gastrointestinale e rash cutaneo generalizzato a carattere maculo papulare che compare generalmente alla risoluzione della febbre. L’uomo rimane infetto per 2-7 giorni dopo la comparsa dei sintomi. La sintomatologia è comunque ad evoluzione benigna. In rari casi si può presentare una forma emorragica di febbre dengue, ma generalmente solo in seguito ad infezioni sequenziali con due differenti sierotipi virali.

Non esistono terapie specifiche per la dengue. Le modalità di trattamento dipendono dalle manifestazioni cliniche, e possono andare dalla semplice idratazione orale a domicilio al ricovero con somministrazione di liquidi per via parenterale o emotrasfusioni. Il paracetamolo viene utilizzato per il trattamento sintomatico della febbre e del dolore, mentre i FANS come l’aspirina o l’ibuprofene vanno evitati per non peggiorare il rischio di emorragia.

BOLLETTINO SORVEGLIANZA ARBOVIROSI

Al momento non esiste un vaccino per la febbre Dengue. La prevenzione consiste essenzialmente nel ridurre l’esposizione alle punture di zanzara. Pertanto sono necessarie due tipologie di azioni: protezione dalle punture ed ostacolo alla riproduzione. Questo viene raggiunto attraverso le seguenti procedure:

  • utilizzo di repellenti da utilizzare sulla pelle;
  • indossare abiti, preferibilmente di colore chiaro, che coprano il corpo il più possibile (camicie a maniche lunghe e pantaloni lunghi), soprattutto durante le ore diurne;
  • installazione delle zanzariere alle finestre;
  • eliminare l’acqua stagnante.

Una forma di prevenzione efficace è quella che possiamo tenere prima di effettuare un viaggio nelle zone interessate dalla presenza della zanzara del genere Aedes.

➡️ Di seguito gli opuscoli del Ministero della Salute, in italiano e inglese, con i consigli per i viaggiatori.

 

  • PROTEGGITI_DALLA_DENGUE_ITA
  • PROTECT_YOURSELF_FROM_DENGUE_ENG
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