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Federalberghi Garda Veneto

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25Mar

L’Arena – In crisi il lavoro degli stagionali «Stipendi bassi e affitti troppo alti»

25 Marzo 2025 fgv-editor Senza categoria 45

Di Katia Ferraro

Addetti alle pulizie, governanti, cameriere ai piani, lavapiatti, facchini, manutentori, camerieri di sala: sono tra le figure «di prima linea» più richieste nel turistico-ricettivo. C’è chi, dopo lo spartiacque del Covid, si è rivolto ad altri impieghi. Chi, pur volendo tornare sul Garda a lavorare si scontra con la difficoltà di trovare appartamenti in affitto, per l’esplosione del fenomeno delle locazioni turistiche. E poi c’è chi vive sul lago e finora non ha avuto il problema dell’alloggio, ma segnala «la paga» come ulteriore disincentivo: l’assunzione proposta non direttamente dalle strutture, ma tramite cooperative di servizi. «Sono costretta a lavorare in nero per tirare avanti», racconta una cinquantenne, che ha vissuto e lavorato per anni a Bardolino. «Il mio ultimo lavoro regolare risale a due anni fa, sul lago. Ho fatto la cameriera ai piani in un hotel, lavoravo otto-nove ore al giorno prendendo 6,5 euro netti all’ora. Facevo una ventina di camere da sola. Ne ho risentito fisicamente». Dopo quell’esperienza ha trovato lavoro come badante e negli ultimi mesi si è rimessa in moto per cercare un lavoro stagionale. «Ho spedito il curriculum a un hotel e qualche giorno fa mi ha contattato una coop che mi è stato riferito gestire il personale. La paga era 6 euro lordi all’ora, con 25 minuti per rifare una camera dopo una partenza e 15 per una permanenza. Tempi che ci possono stare se gli ospiti sono ordinati, ma spesso non è così». A frenarla è stato il compenso. «A queste condizioni non si può avere uno stipendio decente. Le coop di questo tipo stanno prendendo piede, lo vedo negli annunci di lavoro», osserva la donna, su cui incombe lo sfratto dalla casa dove abita da anni. «Non per morosità», precisa, «io e mio marito siamo sempre stati puntuali nei pagamenti, ma la proprietaria ha deciso di vendere l’appartamento. Non sappiamo dove andare, in giro ci sono solo soluzioni in affitto turistico o comunque costose. Per un monolocale si arriva a mille euro. E poi è richiesto un contratto a tempo indeterminato per dare garanzie».Il presidente di Federalberghi Garda Veneto, Ivan De Beni, conferma che sempre più strutture si appoggiano a coop di servizi. «Non perché costi meno, anzi», osserva, «ma perché è più semplice a livello operativo, la coop garantisce la copertura di quelle posizioni che fatichiamo a trovare, probabilmente hanno dei canali privilegiati nel mercato del lavoro che noi singolarmente non abbiamo. Una garanzia che ci solleva da ansia e preoccupazione, sgravandoci dalla ricerca di personale», precisa De Beni, confermando come questo sia un fenomeno in crescita a livello nazionale ma ritenendolo ancora marginale sul Garda. «Resta un’operazione straordinaria che l’albergatore fa nel momento in cui non riesce a trovare personale. In prima battuta privilegiamo l’assunzione diretta, anche perché la maggioranza delle nostre strutture è a gestione familiare e si punta a instaurare un legame diretto con il collaboratore. Le coop sono il “piano b”, ma è vero che oggi è un po’ più frequente rispetto a qualche anno fa». Ricorrono all’esternalizzazione anche campeggi e villaggi turistici. «Per le pulizie ci appoggiamo a cooperative. Lo si fa più che altro per l’elasticità, ad esempio per gestire i grossi cambi del fine settimana o i turni di riposo», conferma Giovanni Bernini, presidente di AssogardaCamping. «Le coop che conosciamo garantiscono una paga equa ai lavoratori, lo vediamo controllando le buste paga, ma non escludo che ce ne siano altre meno serie. Un ulteriore problema è che chi vive sul lago, o ha attività in ambito turistico o lavora in altri settori. E così, spesso, i lavoratori vengono da fuori e hanno bisogno di alloggio, che non si trova».

L’Arena, 22 marzo 2025, p. 28 –> CLICCA SULL’IMMAGINE PER LEGGERE L’ARTICOLO

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24Feb

L’Arena – «Hotel a caccia di personale» Confcommercio lancia l’allarme

24 Febbraio 2025 fgv-editor Senza categoria 37

Di Katia Ferraro

Anche quest’anno Confcommercio ha lanciato l’allarme, stimando a livello nazionale una carenza di 258mila lavoratori nei settori del commercio, della ristorazione e della ricettività (+4 per cento rispetto al 2024). Per la sponda veronese del Garda non ci sono dati disponibili: si sa che il problema persiste, seppur meno marcato rispetto agli ultimi anni, ma l’avvio della stagione turistica è posticipato perché la Pasqua cade «alta» (20 aprile) e di conseguenza le aziende hanno ancora tempo per cercare personale. SpartiacqueIl problema, deflagrato nel periodo post Covid, è progressivamente rientrato nelle due ultime stagioni ma non è risolto. «Il Covid ha segnato uno spartiacque ribaltando la concezione del lavoro», ricorda Daria Caminoli, specialista del servizio di incrocio tra domanda e offerta di Veneto Lavoro per l’ambito di Verona, «le aziende hanno capito che devono rimodulare la loro organizzazione se vogliono mantenere il personale, fidelizzandolo magari con turni più favorevoli o dando un giorno in più di riposo». Si parla di welfare aziendale, cioè una serie di beni e servizi che integrano la busta paga per favorire il benessere dei dipendenti. «La carenza persiste, ma si è affievolita perché nel momento in cui troviamo un collaboratore lo teniamo stretto con il welfare», conferma Ivan De Beni, presidente di Federalberghi Garda Veneto, che conta 400 strutture, «la richiesta che ci fanno subito è l’appartamento, difficile da trovare perché in questi anni c’è stata anche l’esplosione delle locazioni turistiche e, se si trova, gli affitti sono molto alti». «Oltre ad aiutarli nella ricerca», prosegue, «talvolta nel contratto viene incluso l’alloggio, richiesto non solo da chi viene da più lontano ma anche da chi arriva dalla Bassa veronese o dai territori più vicini della Lombardia. Si cerca poi di assecondare il lavoratore sui giorni di riposo, si offrono assistenza medica e miglioramento della professionalità con corsi di formazione». Un occhio di riguardo«È inutile nascondersi dietro un dito», prosegue De Beni, «prima alcuni di noi sfruttavano la situazione, dopo il Covid si è messo ordine e ora si lavora con un occhio di riguardo nei confronti dei lavoratori». Della serie non tutto il male viene per nuocere. La linea di demarcazione è stata tracciata anche nella modalità di incrocio tra domanda e offerta: «Prima c’era la fila di pretendenti e ricevevamo candidature spontanee, ora siamo noi a dover andare in cerca», rileva ancora De Beni. I canali sono molteplici: Centro per l’impiego di Affi (che copre tutta l’area gardesana), sportelli lavoro dei singoli Comuni, annunci online (anche attraverso le sezioni dedicate sui siti di Federalberghi e dell’Ente bilaterale del turismo del Veronese), passando per una ricerca mirata per reclutare le figure più qualificate e più difficili da reperire. ProgettiInteresse crescente da parte delle imprese sta suscitando inoltre il progetto «Sii ricettivo» avviato nel 2022, che coinvolge gli studenti dell’Istituto alberghiero Carnacina di Bardolino, del Marie Curie di Garda e Bussolengo, dell’Its Academy Turismo Veneto e delle Scuole Sacra Famiglia di Castelletto di Brenzone in stage formativi, con la prospettiva di proseguire il lavoro nella stagione estiva. Nei primi quattro giorni dal lancio della nuova edizione del progetto Federalberghi ha già raccolto infatti una ventina di richieste da parte delle imprese ad usufruire dell’opportunità.

L’Arena, 23 febbraio 2025, p. 33 – CLICCA SULL’IMMAGINE PER LEGGERE L’ARTICOLO

 

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26Ott

L’Arena, Il Mattino di Verona, GardaPost – Convegno – “Dove va la ristorazione”

26 Ottobre 2021 fgv-editor Senza categoria 68

Ristorazione – Incontro per studiare le strategie

È stato un pomeriggio di
confronto per capire «dove va la ristorazione» quello
ospitato al ristorante Al Fiore di Peschiera, organizzato dal Gruppo di studio amici dei servizi di ristorazione
Lo.Ve. (Lombardia e Veneto) con Federalberghi Garda Veneto. Un tema sentito, al
termine di una stagione turistica soddisfacente ma caratterizzata dalla difficoltà a reperire personale…

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