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Federalberghi Garda Veneto

overtourism

Home overtourism
16Ott

L’Arena – Più turisti che residenti Lazise primo nel Veneto

16 Ottobre 2023 fgv-editor Senza categoria 79

Di Katia Ferraro

Il comune del basso lago ha il più elevato rapporto tra presenze di visitatori e residenti La media annuale è di 1,5 ogni abitante.

Non è tutto oro quel che luccica. Vale anche per lo sviluppo turistico, che quando non è regolato mostra il rovescio della medaglia: il cosiddetto «overtourism» o sovraffollamento turistico. Fenomeno che investe il lago di Garda, come ha confermato il primo Rapporto sull’overtourism del Veneto illustrato ieri a Rimini da Federalberghi Veneto e dalla società di consulenza Sociometrica.
Dei 563 comuni veneti, 369 hanno una rilevanza turistica. La classifica dei comuni con maggior indice di intensità, cioè con il rapporto
più elevato tra presenze turistiche (numero di pernottamenti) e popolazione residente, è dominata dalle località gardesane: al primo posto c’è Lazise (la media annuale è di 1,5 turisti per ogni
residente) seguito da tre località marittime. Più sotto Bardolino (5° posto), Malcesine (6°), Garda (9°), Peschiera (10°), Brenzone (12°), Torri (16°) e San Zeno di Montagna (18°). Sul fronte della diffusione turistica, confrontando cioè le presenze con la superficie del comune, Venezia balza al primo posto seguita da Cavallino Treporti e Peschiera. Combinando i due indicatori (rapporto turisti/- residenti e turisti/superficie comunale) si ottiene la «Tourism Exposure», l’esposizione al turismo di una località: al primo posto c’è sempre Lazise seguito da tre località marittime, ma nella classifica rientrano nell’ordine anche Malcesine, Bardolino, Garda, Peschiera, Brenzone, Torri e San Zeno.

Dati sottostimati

«Ce l’aspettavamo», dice Ivan De Beni, presidente di Federalberghi Garda Veneto, «da anni insistiamo sul fatto che il “contenitore” rischia di riempirsi in modo disordinato e non sostenibile». A maggior ragione, riflette De Beni, considerando che l’analisi è stata condotta sui numeri ufficiali e che molte presenze legate agli affitti brevi rimangono sommerse, con la conseguenza che i dati sono sottostimati. «Siamo
molto preoccupati quando vediamo comuni che autorizzano nuovo consumo del territorio: fino a dove vogliamo spingerci? Quando i residenti sono stressati la località non è più accogliente e lo stesso turista non vuole trascorrere la vacanza in un luogo caotico».

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11Ott

OVERTOURISM, TUTTI NE PARLANO MA POCHI LO CONOSCONO DAVVERO – Convegno Federalberghi Veneto a TTG Travel Experience di Rimini

11 Ottobre 2023 fgv-editor News 145

Federalberghi Veneto partecipa a TTG Travel Experience a Rimini, manifestazione italiana di riferimento per la promozione del turismo mondiale.

Per l’occasione, domani giovedì 12 ottobre, sarà presentato uno studio dal titolo “Overtourism = Tourism Over?”, un’indagine che tenta di fare chiarezza in maniera scientifica e analitica su un fenomeno che anima il dibattito pubblico e che rischia di condizionare negativamente il settore turistico italiano e regionale, perché spesso si assiste a una rappresentazione del fenomeno dominata più da opinioni, percezioni soggettive, correnti di pensiero che non da dati concreti, scientifici e incontrovertibili.

Il report al centro del convegno è stato realizzato da Sociometrica, società di consulenza strategica fondata sulla ricerca, su incarico di Federalberghi Veneto, con il contributo dell’azienda Teamwork e di Cherry Bank.

Obiettivo principale dello studio sarà identificare criteri chiari per definire l’”eccesso” di affluenza turistica, stabilendo indicatori tangibili e comprendendo le circostanze e modalità con cui si manifesta il sovraffollamento. S’intende inoltre investigare le cause profonde dell’overtourism, superando interpretazioni superficiali e letture “di pancia”, fornendo raccomandazioni concrete per una gestione sostenibile e rispettosa dei flussi turistici.

Il direttore di Sociometrica dott. Antonio Preiti

«Lo studio non avanza pretese di verità, ma mira ad analizzare, attraverso indicatori oggettivi, il fenomeno dell’overtourism che spesso è raccontato in maniera soggettiva, cioè attraverso chi vive una condizione di sovraffollamento. Il nostro obiettivo è invece quello di tentare di definire quando si è di fronte all’overtourism e di fornire raccomandazioni concrete per una gestione sostenibile dei flussi turistici».

Il presidente di Federalberghi Veneto Massimiliano Schiavon

«Presenteremo uno studio che approfondisce il tema dell’overtourism sui comuni del Veneto. Crediamo sia essenziale per il settore turistico, in particolare per le piccole e medie imprese, investire in ricerca e sviluppo. Il Veneto con questa ricerca si pone come apripista fra le regioni che intendono affrontare in maniera sistematica e analitica le sfide, presenti e future, che ci presenta questo fenomeno».

 

Oltre al professor Preiti e al presidente Schiavon, interverranno anche:

  • il direttore generale di Federalberghi Alessandro Nucara;
  • il CEO di Teamwork Mauro Santinato e l’amministratore delegato di Cherry Bank Giovanni Bossi.

 

L’appuntamento è dunque per:

📆 giovedì 12 ottobre

⌚ dalle ore 14:30 alle ore 16:30

🏢 Fiera TTG di Rimini – Sala Ravezzi 2, Hall Sud al 1 piano

💥 SPOILER 💥

Il direttore di Sociometrica Antonio Preiti

sarà presente come relatore anche al nostro convegno

“Il Turismo che vorrei” del prossimo 16 novembre.

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IN MOLTI LO STANNO GIÀ FACENDO!

https://federalberghigardaveneto.it/il-turismo-che-vorrei/

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15Apr

L’Arena – Turismo, dal Garda arriva il primo sì al numero chiuso

15 Aprile 2023 fgv-editor Senza categoria 43
De Beni: «Di sovraturismo si muore, il rischio è che gli ospiti non tornino e facciano cattiva pubblicità. Politiche condivise e stop a nuovi alberghi».

Una voce fuori dal coro. Ivan De Beni, presidente di Federalberghi Garda Veneto e già sindaco di Bardolino, è uno dei pochi a difendere l’iniziativa di Bolzano di mettere un tetto ai pernottamenti. E rilancia: «Di sovraturismo si muore. La destinazione è come un contenitore. Se continua ad essere riempito a un certo punto straborda, scoppia. In questo caso la località non è più accattivante, diventa una seconda o terza scelta e il turista finisce per andare verso altri lidi. Così si crea un’eccessiva offerta ricettiva e la conseguente svendita delle camere».

C’è un modello da prendere ad esempio per cambiare rotta?

Più di uno. Intanto diventa interessante monitorare ciò che succederà in Alto Adige con la scelta di mettere un numero chiuso ai pernottamenti. Quale occasione migliore per capire come si evolve il mercato turistico? L’esempio sono invece le Hawaii che hanno bloccato le entrate. Hanno visto che era un boomerang per il turista stesso e per chi ci vive; la destinazione è andata sotto stress. Mettendo un freno hanno iniziato a raccogliere i benefici.

Qual è la direzione che sta prendendo il lago di Garda?

Il Benaco inteso come le tre sponde ha oggi un grande appeal turistico-economico. E’ una destinazione di prima scelta. All’estero c’è grande interesse da parte dei tour operator e nei prossimi anni sicuramente avremmo un costante aumento di presenze.

A chi compete definire lo sviluppo turistico del Garda?

Un ruolo interessante per la parte veneta lo potrebbe avere la neonata fondazione “Destination Verona & Garda Foundation”, braccio operativo delle due Dmo Verona e Lago di Garda Veneto. Riunisce i Comuni e la Camera di Commercio di Verona. Se invece ragioniamo come sistema lago un ruolo interessante potrebbe assumerlo la Comunità del Garda che unisce le tre sponde e che su questi temi ha già negli anni dimostrato grande sensibilità. Un altro ente potrebbe essere il Garda unico che raggruppa i tre Consorzi veneto, lombardo e trentino. Gli strumenti ce li abbiamo, basta solo utilizzarli.

Sente la necessità di varare un masterplan per “disegnare” il Garda dei prossimi venti anni?

Sarebbe l’ideale. Il nostro territorio ha un’offerta turistica variegata e diventa interessante raccogliere le necessità e gli indirizzi dei vari attori e avere quindi gli strumenti e i dati sui quali prendere decisioni importanti.

Spesso i Comuni agiscono in autonomia. Non c’è il rischio che ognuno voglia di più solo per se stesso?

È esattamente ciò che sta accadendo. Le decisioni vengono prese a macchia di leopardo. C’è chi investe di più chi meno. Abbiamo esempi di piccoli Comuni che negli ultimi anni hanno avviato una massiccia operazione di ampliamenti e realizzazione di nuovi posti letto. Una piccola comunità non può avere una capacità ricettiva in piena estate superiore cinque volte gli stessi residenti. Quel paese, e non solo il turista, va sotto stress. Chi viene da noi vuole un ambiente di qualità.

Può succedere che il turista soffra di sovraffollamento?

Sì. Il rischio non è solo che i nostri ospiti non tornino ma che a casa facciano cattiva pubblicità. Secondo le statistiche un turista che si è trovato male in vacanza influenza negativamente altri sette ipotetici clienti. Non solo non torna lui.

Il lago si sta preparando al cambio generazionale del turista?

No, o meglio in maniera molto lenta. I giovani scelgono e privilegiano destinazioni a sostenibilità ambientale. Purtroppo non c’è una pianificazione comune e si sta facendo veramente poco su questi temi. Nel nostro piccolo stiamo indirizzando i nostri soci (sono 400 le strutture alberghiere iscritte a Federalberghi Garda Veneto ndr) a eliminare l’uso della plastica, a seguire piccole regole per risparmiare a livello energetico, e a non sprecare l’acqua.

In conclusione che fare per evitare sovraffollamento di turisti?

Ci vuole un cambio di rotta: bloccare ogni nuova struttura sia alberghiera che ricettiva per evitare consumo di territorio e nuovi posti letto. Dobbiamo fermarci e gestire la ricettività che abbiamo.

L’ARENA

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