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Federalberghi Garda Veneto

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30Set

L’Arena – Sul lago grandi numeri E la sfida è per tutto l’anno

30 Settembre 2024 fgv-editor Senza categoria 53

Di Camilla Ferro

Ivan De Beni, presidente di Federalberghi Garda Veneto, fa previsioni entusiaste per l’autunno. Dice che anche ottobre, per il lago, sarà foriero di soddisfazioni. «Abbiamo chiuso agosto», ha spiegato, «con le stesse percentuali del 2023. Anzi, con qualche punto in più. Anche settembre ha registrato un’occupazione da grandi numeri, con molti arrivi decisi all’ultimo».

Rush di fine estate

Il last-minute, soprattutto in chiusura d’estate, è un classico per il Garda, legato anche all’andamento del meteo. «Il rush finale della stagione estiva», aggiunge De Beni, «è rappresentato dalla Festa dell’Uva di Bardolino (3-7 ottobre) e della Festa della Bandiera in Germania (3 ottobre). Per quanto riguarda le nazionalità presenti, gli inglesi ci hanno dato molta soddisfazione», sottolinea il presidente, «c’è qualche punto in meno dal mercato tedesco, compensato però dal turista proveniente dall’Est Europa, in particolare dalla Polonia. Un mercato, quest’ultimo, che dovremmo esplorare più a fondo, magari partecipando a fiere locali. La clientela di questo periodo è per la maggior parte quella più affezionata», conclude, «che ama godersi il territorio e può permettersi di spendere qualcosa in più». Anche nel week end appena passato, il sole ha richiamato sulle sponde del Garda i turisti dell’ultimo momento. Hotel e campeggi sono ancora aperti e la disponibilità di posti data la «bassa» stagione agevola gli arrivi senza bisogno della prenotazione. Da Peschiera a Lazise, da Bardolino fino su a Torri, i ristoranti e i bar avevano i tavoli pieni di clienti.

Il progetto

La grande sfida per il futuro è quella del «lago tutto l’anno». È fattibile ma non è semplice. «Da tempo se ne parla», continua De Beni, «ma l’obiettivo di rendere il Benaco attrattivo anche in autunno ed inverno ha delle criticità. Eventi sul territorio di un certo spessore possono essere di richiamo, ma non bastano. Serve altro». Serve, ad esempio, che «rimangono aperti 12 mesi all’anno certamente gli alberghi e le strutture ricettive ma anche l’intera filiera del turismo: ristoranti, negozi, servizi pubblici. Tutti gli operatori del comparto devono sedersi attorno ad un tavolo, presente anche la politica, per ragionare sul lungo periodo, non sul singolo evento, con una progettualità pluriennale». Il turismo all’aperto ricopre il 65 per cento delle presenze sul Garda.

I numeri

Secondo i dati dell’Osservatorio Turistico Verona Garda, la durata media della prenotazione sul lago è stata in linea con il 2023, assestandosi sui 6 giorni. Le nazionalità? Tedeschi, italiani, inglesi, olandesi, francesi ai quali si aggiungono, nell’alto lago, i polacchi e nel basso gli svizzeri. C.F.

L’Arena, 30 settembre 2024, p. 9 –> CLICCA SULL’IMMAGINE PER LEGGERE L’ARTICOLO

–> Se desideri saperne più su previsioni e bilanci del turismo su Verona, CLICCA QUI

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30Set

L’Arena – Turismo e il fascino discreto del lago tutto l’anno

30 Settembre 2024 fgv-editor Senza categoria 124
VisitGarda ha avviato un piano per prolungare la stagione puntando su appuntamenti sportivi ed enogastronimici e, per l’inverno, su wellness e eventi natalizi. «Un progetto di promozione unitaria del Benàco».

Di Emanuele Zanini

Il lago di Garda come meta turistica per tutto l’anno. È solo un’utopia o un risultato raggiungibile? Da tempo si discute sulle potenzialità ancora (in parte) inespresse dal settore turistico gardesano nei periodi differenti dall’alta stagione. La maggior parte delle presenze, è risaputo, si concentrano durante l’estate, specialmente tra luglio e agosto. Ma il rischio, sottolineano da più parti, è il sovraffollamento. Puntare sulla qualitàC’è chi, specie per le località gardesane più gettonate, parla di «overtourism». Per questo da tempo si stanno studiando e realizzando progetti ad hoc per allungare il più possibile la stagione turistica, cercando di innalzare il livello qualitativo dell’offerta turistica, diversificandolo, soprattutto nei momenti dell’anno meno «caldi» ma che offrono grandi potenzialità di sviluppo.In tal senso Garda Unico – VisitGarda, l’agenzia istituzionale interregionale di promozione e commercializzazione del lago di Garda ha da tempo avviato un piano articolato volto proprio a prolungare la stagione turistica, puntando su un’offerta che valorizzi il territorio in tutte le sue stagioni. Un Garda unico«Questa azione», spiega il direttore, Gianluca Ginepro, «non potrà che trovare una notevole accelerazione nei prossimi anni, anche grazie al nuovo progetto di promozione unitaria del Benàco che stiamo per attivare con il pieno sostegno delle Regioni di Veneto e Lombardia e della Provincia autonoma di Trento».La programmazione del progetto segue alcune linee guida che indicano le strategie attuali e future da applicare. «Un primo fattore da considerare è una diversificazione dell’offerta», spiega il project manager e direttore di Garda Unico – VisitGarda. «Intendiamo intensificare la promozione dei numerosi eventi culturali, sportivi ed enogastronomici che la nostra destinazione propone nei mesi autunnali e primaverili. Si tratta di iniziative che mettono in risalto le eccellenze del territorio e incidono fortemente in modo positivo sull’esperienza di vacanza dei nostri ospiti».Turismo sportivoUn altro punto centrale è insistere sul turismo sportivo e sul benessere: «Il lago è un polo attrattivo per gli amanti dello sport e del benessere, con attività come il trekking, il ciclismo, l’arrampicata, la vela e gli sport acquatici in genere che sono possibili per gran parte dell’anno», sottolinea Ginepro. «Il Garda si presta a essere una vera e propria palestra a cielo aperto, con una combinazione di vari sport outdoor che risponde alle crescenti richieste di un turismo dinamico e in cerca di benessere naturale. Molti turisti apprezzano la possibilità di combinare un’attività fisica immersa nella natura con percorsi wellness e relax proposti dalle sempre più numerose strutture della zona dotate di servizi come Spa e aree fitness».A fianco di attività già iniziate negli anni scorsi non mancano progetti in corso che anno dopo anno si sviluppano cercando di venire sempre più incontro alle esigente degli ospiti. «Tra i progetti di lungo termine stiamo sviluppando partnership con stakeholder internazionali e nazionali, con un occhio di riguardo per i mercati del Nord America, dei Paesi arabi e dell’Estremo Oriente, per cui abbiamo stiamo realizzando piani di comunicazione e marketing specifici», osserva ancora il manager di Garda Unico.Un piano per l’invernoA fianco di progetti che incentivino il turismo in primavera e in autunno, si sta lavorando anche sul periodo invernale: «Stiamo cercando di migliorare la percezione del Garda anche come destinazione invernale, con la promozione di una serie di attività che le località gardesane e gli operatori hanno fortemente incentivato negli ultimi anni: dai percorsi termali alle proposte wellness, dagli eventi natalizi fino a quelli legati alle tradizioni e alla cultura locali», prosegue Ginepro.Per quanto riguarda le presenze turistiche il direttore di Garda Unico – VisitGarda, seppur confermando come i flussi turistici siano concentrati soprattutto nei mesi estivi tra giugno e agosto, nota come «si è avvertita una crescita significativa di turisti anche in primavera e autunno, specialmente nei mesi di maggio, settembre e ottobre». Gli ospiti sono principalmente stranieri e provengono in particolare da Germania, Paesi Bassi, Regno Unito e Austria, con un aumento dei visitatori americani e arabi negli ultimi anni.«L’obiettivo futuro è bilanciare i flussi turistici per garantire una maggiore presenza nei mesi meno affollati, migliorando così la sostenibilità e la qualità dell’esperienza turistica».Per quanto riguarda i dati, diffusi dall’Osservatorio Turistico Verona Garda e forniti da Hbanchmark, la durata media della prenotazione è in linea con il 2023 e si aggira ai sei giorni per entrambe le zone, Alto e Basso Lago. Diversi i canali di vendita e delle nazionalità che vede una distribuzione diversa tra Alto e Basso Lago: nell’alto lago prevalgono le Ota, Online Travel Agencies, con il 41,4% (+1,1 rispetto al 2023) le quali rispecchiano i flussi turistici che provengono soprattutto dalla Germania. Nel basso lago invece si ha una distribuzione pari al 30% circa tra diretto offline (che rispecchia maggiormente i turisti italiani) e le agenzie di viaggio online. Continua ad aumentare il canale diretto da sito web che si attesta al 20% nell’alto lago e al 15% nel basso lago. Per quanto riguarda le nazionalità di provenienza su tutto il Benàco troviamo tedeschi, italiani, inglesi, olandesi e francesi ai quali si aggiungono nell’Alto i turisti polacchi e nel basso lago gli svizzeri.Una nuova narrazione«È in corso un piano strategico per creare una nuova narrazione del lago di Garda», spiega Paolo Artelio, presidente di Destination Verona & Garda Foundation e di Garda Unico, «che ci consentirà di guidare i visitatori alla scoperta delle bellezze del territorio gardesano e del suo entroterra e delle opportunità che offre per gli amanti delle attività all’aria aperta, della cultura, del benessere, non solo nel periodo estivo ma tutto l’anno. L’obiettivo è creare ulteriori opportunità agli ospiti per vivere il lago a 360 gradi, in tutte le sue sfaccettature nel corso delle quattro stagioni. Ad ogni modo l’obiettivo finale», conclude Artelio, «è rafforzare l’immagine del Garda come attrattore unico, considerandolo nella sua globalità e con le sue peculiarità, dal Veneto alla Lombardia fino al Trentino. In tal senso stiamo lavorando per creare un sistema unico».

Turismo lento Creare ulteriori sinergie tra operatori, enti e associazioni per la promozione territoriale. È ciò che serve per Eugenio Massetti, presidente di Visit Brescia. «Uno dei nostri obiettivi, oltre all’incremento delle presenze turistiche, è “destagionalizzare” gli arrivi nella nostra provincia, raggiungendo grande capacità ricettiva anche in bassa stagione, a beneficio di tutta la filiera, facendo conoscere la “Dolce Vita” gardesana che caratterizza le nostre sponde, dodici mesi all’anno. Coordinandoci con tutti gli attori in campo sapremo crescere in valore e qualità». «Il Garda bresciano», aggiunge Andrea Maggioni, vice presidente vicario di Visit Brescia con delega al lago di Garda, «può godere di innumerevoli “attrazioni” per i visitatori durante tutto il periodo dell’anno: dai centri benessere, all’enoturismo e l’enogastronomia locale in genere, fino al ricco patrimonio storico-culturale e alle innumerevoli attività outdoor». Sulla stessa lunghezza d’onda la posizione di Silvio Rigatti, presidente di Garda Dolomiti, la più grande azienda di promozione turistica della Provincia autonoma di Trento. «Da due anni che stiamo irrobustendo le presenze primaverili e autunnali. Nonostante il calo degli italiani», aggiunge Rigatti, «tengono i tedeschi, mentre è in aumento il mercato nord europeo ed extra Ue. Possiamo migliorare e perfezionare l’offerta di eventi, con meno picchi e più equilibrio, almeno su otto mesi all’anno. Lavorare come sistema trentino ci sta dando ragione».

 

«Un lavoro di squadra per superare tante criticità»:
soluzioni Per De Beni (Federalberghi Garda Veneto) «tutti gli operatori del turismo e della politica devono sedere attorno un tavolo».

Attrarre turisti tutto l’anno sul lago è fattibile ma non semplice. Per Ivan De Beni, presidente di Federalberghi Garda Veneto, «da molto tempo si parla di rendere attrattivo il Garda anche durante il periodo invernale, tuttavia questa operazione presenta molteplici difficoltà. Eventi sul territorio di una certa importanza possono certamente essere un richiamo, ma non possono rappresentare l’unico volano. Per concretizzare questo progetto è necessario che diversi fattori si concatenino tra loro», osserva De Beni, che quindi entra più nel dettaglio del discorso.Un lavoro di filiera«Perché la destinazione possa diventare appetibile per tutto l’anno, devono restare aperti e operativi non solo gli alberghi ma anche tutta la filiera: la ristorazione, il commercio, i servizi pubblici». Prosegue poi De Beni: «Per pensare di poter far decollare la destinazione in inverno attraverso singoli eventi è necessario che tutti gli operatori del turismo e della politica siedano attorno un tavolo per creare una progettualità pluriennale pensata per condurre il lago di Garda verso questo obiettivo, che deve essere perciò condiviso da tutte le istanze. In assenza di questi presupposti», rimarca il presidente degli albergatori gardesani veronesi, «non vedo, in realtà, una concreta possibilità di destagionalizzare più di tanto, anche perché, ricordiamolo, il turismo all’aperto ricopre il 65 per cento delle presenze e bisogna vedere se i campeggi possono restare aperti anche in inverno».Cercasi collaborazioniPer Petra Mayr, presidente della sezione Alto Garda e Ledro di Asat, Associazione albergatori di Trento, «si stanno studiando le strategie per allungare la stagione turistica anche nei mesi primaverili e autunnali sul lago ma anche nell’entroterra, sfruttando le grandi potenzialità non solo dello sport outdoor ma anche del comparto fieristico, che rimane una assai valida risorsa. Per ottimizzare i risultati servirebbe implementare ulteriormente la collaborazione con le altre province gardesane per dare ulteriore impulso al settore».Il vice presidente di Asat, Alberto Bertolini, aggiunge che «per ampliare i periodi di apertura servirebbe dare maggior valore al lavoro dando continuità a chi opera nel settore turistico. Come eventi si sta già lavorando bene. Ora è necessario concentrarci sulle “belle stagioni” (primavera e autunno) aumentando le presenze grazie alle possibilità che il territorio offre, e poi investire, in un secondo tempo anche sull’inverno. Stiamo andando in quella direzione e i risultati sono più che soddisfacenti», conclude. Em.Zan.

L’Arena “Speciale Economie”, 29 settembre 2024, pp. 14-15 –> CLICCA SULL’IMMAGINE PER LEGGERE L’ARTICOLO

 

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27Mag

L’Arena “Speciale Economie” – Il lago chiama l’Europa «Ma dobbiamo guardare oltre»

27 Maggio 2024 fgv-editor Senza categoria 98
I turisti dai Paesi dell’Unione rappresentano il 79,4% del totale delle presenze sulla sponda veronese. Su quella bresciana prevalgono gli americani. Artelio: «Investire sui mercati con più potenziale di crescita».

Di Emanuele Zanini

ll Garda chiama, l’Europa (e non solo) risponde. Il turismo straniero nell’areale gardesano negli ultimi anni si sta evolvendo, influenzato anche dal lungo periodo segnato dal Covid che ha mutato abitudini e flussi turistici. Alla vigilia delle elezioni europee che decreteranno la composizione del nuovo Parlamento UE, il quadro generale delle presenze turistiche internazionali, a partire da quelle provenienti dal Vecchio Continente, è variegato e in evoluzione.Secondo i dati HBenchmark – Hospitality Data Intelligence – e Fondazione Dvg, Destination Verona Garda, l’Europa rappresenta la grande maggioranza dell’area di provenienza degli ospiti negli alberghi della sponda scaligera con quasi 2.500 camere disponibili. L’Ue registra un aumento dell’8,1% dal 2019 al 2023, passando da 71,3% al 79,4% sul totale delle presenze, mentre i Paesi extra UE (Regno Unito, Svizzera e Stati Uniti) hanno segnato una flessione del 2% (dal 17,8% sul totale di cinque anni fa si è passati al 15,8%). Le nazionalità più marginali, che rappresentano a malapena il 10% del totale, invece sono ulteriormente calate di oltre sei punti percentuali.

I flussi tedeschi

I tedeschi si confermano la fetta più consistente del mercato: lo scorso anno negli alberghi veronesi sul Garda, sempre secondo le rilevazioni di Hbenchmark, hanno rappresentato il 56,3%, in crescita sul 2019 quando erano appena sotto la metà, fermi al 49,9%. A seguire il Regno Unito, in calo di quasi due punti (dal 14,8 al 13% negli ultimi quattro anni), quindi gli italiani – in leggero aumento (dal 7,7 all’8,2%) – l’Austria, costante a poco più del 5% e poi a seguire il gruppo rappresentato da diverse nazioni poco significative prese singolarmente ma che insieme hanno segnato nel 2023 il 4,8% (nel 2019 erano però il 10,9%). Distaccati invece Paesi Bassi e Svizzera con circa il 2%, Danimarca, Belgio, Irlanda, Finlandia, Stati Uniti, Francia, Cechia, Svezia. Trend che si ripresentano, molto simili per il numero di camere vendute.

Obiettivi

In merito ai numeri e alla metodologia dei rilevamenti, Paolo Artelio, presidente della Fondazione Dvg, sottolinea come «con la nascita dell’Osservatorio turistico Verona Garda intendiamo restituire per la prima volta dati e informazioni che rispecchino realmente il polso della situazione passata, presente e futura sul turismo locale. A fronte di grandi cambiamenti e sconvolgimenti storici come la pandemia», precisa poi Artelio, «fino al 2023 i mercati geografici di riferimento hanno comunque confermato una crescita di turisti UE, a fronte di un segno negativo di 2 punti di quelli extra UE. Il Piano strategico 2023-2026 della fondazione aveva indicato tra gli obiettivi quello di aumentare le presenze da mercati attuali quali la Bassa Germania (Baviera e Baden-Württemberg), Italia, Austria, Nord Europa e Svizzera e quello di rafforzare le azioni per stimolare l’attenzione e l’arrivo di mercati potenziali o già acquisiti, ma con forti potenzialità di crescita: Germania (altri Lander diversi dalla Baviera), Usa, Regno Unito, Israele, Irlanda, Francia, Polonia, Repubblica Ceca e Spagna. Proprio questi ultimi, grazie anche alla sinergia con l’aeroporto Catullo e all’ampliamento delle rotte dirette su Verona, la città diventa una porta d’ingresso per il lago grazie ai flussi provenienti dalla Spagna ma anche dalla Francia».Per Ivan De Beni, presidente di Federalberghi Garda Veneto dopo l’«era Covid» il mercato estero ha conosciuto un’evoluzione. «Sebbene l’ospite tedesco rimanga predominante, seguito da inglesi, scandinavi, francesi e spagnoli, negli ultimi anni abbiamo riscontrato un crescente interesse anche da turisti provenienti da altre nazioni, specialmente dall’Est, come Polonia, Repubblica Ceca e anche Romania, oltre che dai Paesi Baltici. Pure il mercato israeliano sta avendo riscontri positivi», aggiunge De Beni. «Stiamo parlando di fette di mercato ancora minoritarie, che rappresentano alcuni punti percentuali sul totale, ma comunque interessanti. Credo che si possano e si debbano sviluppare politiche di promozione turistica mirate anche per queste aree».

La frontiera americana

Appare invece un po’ diversa la situazione sulla sponda bresciana, dove gli Stati Uniti stanno dando segnali importanti: «I dati delle presenze sono chiari: dopo tedeschi ed inglesi, gli americani stanno scoprendo il lago di Garda, innamorandosene sempre di più», commenta Andrea Maggioni, coordinatore Confesercenti Lombardia Orientale per il Garda. «Se la presenza di lombardi, tedeschi, austriaci e olandesi è una certezza, la notizia degli ultimi due anni è la sensibile presenza di turisti nord-americani tra le vie dei centro storici. Le presenze statunitensi ha subito un incremento del 295% nel 2022 passando da 39mila a 115mila in Provincia di Brescia. Il futuro dell’economia di questa zona passa da qui e da un nuovo e diverso mix di presenze», sostiene Maggioni.Il referente di Confesercenti ricorda come un’indagine svolta dal sito specializzato Expedia, in relazione agli ultimi 28 giorni, fotografa un trend ben chiaro: i turisti provenienti dagli Stati Uniti rappresentano l’8,7% delle presenze nell’ultimo mese, subito dopo gli inglesi con il 17% ed i tedeschi con oltre il 36%.«La crescita esponenziale delle presenze americane sta compensando la lieve flessione delle presenze nordeuropee, anche in termini di potere di spesa. Basti pensare che, sempre secondo Expedia, un cliente tedesco spende mediamente 188 dollari al giorno, un nord-americano 447 dollari al giorno», osserva ancora Maggioni. «Un nuovo bacino di clienti che, con standard elevati, può contribuire a quel salto di qualità che il nostro lago di Garda deve realizzare. È su questi trend che bisogna puntare».Secondo Maggioni inoltre, «la collocazione geografica del Garda, a metà strada tra Venezia e Bergamo, Brescia e Milano, deve essere ulteriormente valorizzata come meta privilegiata per i turisti nord-americani, asiatici ed australiani che fanno il “grand tour” in Italia: una internazionalizzazione delle presenze sul lago di Garda non può che essere il futuro dell’economia di questa zona». Il manager bresciano ricorda infine come «The data appeal company», azienda specializzata nella analisi delle «tracce digitali», ha rilevato nel 2023 un incremento del 2% per il lago di Garda: con il castello di Sirmione, il Vittoriale, le Grotte di Catullo, il lungolago di Salò e le limonaie di Limone, indicate come le location più gettonate sul web e sui social.

Il trend Le presenze straniere nell’area trentina del lago rimangono stabili con una leggera tendenza al rialzo. Domina ancora la Germania che lo scorso anno ha rappresentato il 43% del totale (la stessa percentuale anche nel 2019), seguita dall’Italia (23%, un punto in meno di cinque anni fa), quindi Austria (5%), Regno Unito (4%), Polonia (4%, valore raddoppiato sul 2019), Olanda (3%), Repubblica Ceca (3%) e via via gli altri, con il «resto del mondo» all’11%. «Stiamo lavorando per destagionalizzare le presenze e quindi allungare il periodo in cui i turisti stranieri alloggiano nel Garda trentino», afferma Silvio Rigatti, presidente di Garda Dolomiti, la più grande azienda di promozione turistica della Provincia autonoma trentina. Se l’andamento rimane positivo, così come le prospettive per quest’anno, non manca, secondo Rigatti, una grande incognita per il futuro, a partire dal 2025. In quell’anno, infatti, è previsto l’inizio dei lavori del ponte di Lueg, nel tratto austriaco dell’autostrada del Brennero. Il rischio è che si crei un maxi-imbuto vicino al confine con l’Italia. Questo potrebbe mettere a rischio l’interscambio commerciale tra il Belpaesee e i mercati del centro e nord Europa, a partire dalla Germania, ma soprattutto sfavorire l’arrivo di turisti in Italia e quindi anche sul Garda. «Si formeranno code chilometriche che disincentiveranno i turisti a trascorrere le vacanze sul lago», sottolinea preoccupato Rigatti. «Il rischio è trovarsi un calo del 20-30% in un colpo solo».

L’Arena “Speciale Economie”, 27 maggio 2024, pp. 14-15

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