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Federalberghi Garda Veneto

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17Giu

L’Arena – Sentieri sul lago, intesa Federalberghi e Gruppo Lapis

17 Giugno 2024 fgv-editor Senza categoria 49

Di Camilla Madinelli

Gruppo Lapis Verona e Federalberghi Garda Veneto insieme per il territorio, a favore dell’attivazione di servizi dedicati a 1.200 chilometri di sentieri per ciclisti e camminatori. Marco Turrini, amministratore unico di Gruppo Lapis Verona, azienda leader a livello veneto nel settore della comunicazione outdoor, e Ivan De Beni presidente di Federalberghi Garda Veneto, alla guida delle quattrocento strutture ricettive associate nel Garda veronese e nell’entroterra, hanno siglato il mese scorso un accordo quadriennale che prevede attività volte alla valorizzazione territoriale e condizioni commerciali intese a migliorare la promozione turistica e la fruibilità delle strutture stesse.

L’intesa

L’accordo di partenariato, che è stato stipulato nella nuova sede del Gruppo Lapis Verona a Bussolengo, intende offrire agli associati di Federalberghi Garda Veneto la possibilità di accedere ai migliori prodotti e servizi in ambito pubblicitario e di comunicazione visiva. Sono stati realizzati, ad esempio, quattro banner con logo e QR code che riportano al portale dell’unione degli albergatori gardesani dedicato al bike and trekking, collocati sulle bacheche con mappa che saranno posizionate nei Comuni di Affi e Cavaion e sul pannello digitale LedWall di fronte al centro commerciale Grand’Affi.

Opportunità di business

«Siamo convinti che questa nuova partnership», afferma De Beni, «valorizzerà la comunicazione e incrementerà le opportunità di business per i nostri soci e tutto il territorio del Garda Veneto e del suo entroterra». E Turrini prosegue: «Il nostro gruppo si è posto l’obiettivo già da diversi anni, con la creazione di un circuito digitale, la comunicazione in esterna tradizionale e la progettazione, realizzazione e installazione di insegne e segnaletica interna, di essere partner di enti e associazioni per divulgare messaggi di interesse anche per la comunità oltre che commerciali».

L’Arena, 16 giugno 2024, p. 14

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27Mag

L’Arena “Speciale Economie” – Il lago chiama l’Europa «Ma dobbiamo guardare oltre»

27 Maggio 2024 fgv-editor Senza categoria 100
I turisti dai Paesi dell’Unione rappresentano il 79,4% del totale delle presenze sulla sponda veronese. Su quella bresciana prevalgono gli americani. Artelio: «Investire sui mercati con più potenziale di crescita».

Di Emanuele Zanini

ll Garda chiama, l’Europa (e non solo) risponde. Il turismo straniero nell’areale gardesano negli ultimi anni si sta evolvendo, influenzato anche dal lungo periodo segnato dal Covid che ha mutato abitudini e flussi turistici. Alla vigilia delle elezioni europee che decreteranno la composizione del nuovo Parlamento UE, il quadro generale delle presenze turistiche internazionali, a partire da quelle provenienti dal Vecchio Continente, è variegato e in evoluzione.Secondo i dati HBenchmark – Hospitality Data Intelligence – e Fondazione Dvg, Destination Verona Garda, l’Europa rappresenta la grande maggioranza dell’area di provenienza degli ospiti negli alberghi della sponda scaligera con quasi 2.500 camere disponibili. L’Ue registra un aumento dell’8,1% dal 2019 al 2023, passando da 71,3% al 79,4% sul totale delle presenze, mentre i Paesi extra UE (Regno Unito, Svizzera e Stati Uniti) hanno segnato una flessione del 2% (dal 17,8% sul totale di cinque anni fa si è passati al 15,8%). Le nazionalità più marginali, che rappresentano a malapena il 10% del totale, invece sono ulteriormente calate di oltre sei punti percentuali.

I flussi tedeschi

I tedeschi si confermano la fetta più consistente del mercato: lo scorso anno negli alberghi veronesi sul Garda, sempre secondo le rilevazioni di Hbenchmark, hanno rappresentato il 56,3%, in crescita sul 2019 quando erano appena sotto la metà, fermi al 49,9%. A seguire il Regno Unito, in calo di quasi due punti (dal 14,8 al 13% negli ultimi quattro anni), quindi gli italiani – in leggero aumento (dal 7,7 all’8,2%) – l’Austria, costante a poco più del 5% e poi a seguire il gruppo rappresentato da diverse nazioni poco significative prese singolarmente ma che insieme hanno segnato nel 2023 il 4,8% (nel 2019 erano però il 10,9%). Distaccati invece Paesi Bassi e Svizzera con circa il 2%, Danimarca, Belgio, Irlanda, Finlandia, Stati Uniti, Francia, Cechia, Svezia. Trend che si ripresentano, molto simili per il numero di camere vendute.

Obiettivi

In merito ai numeri e alla metodologia dei rilevamenti, Paolo Artelio, presidente della Fondazione Dvg, sottolinea come «con la nascita dell’Osservatorio turistico Verona Garda intendiamo restituire per la prima volta dati e informazioni che rispecchino realmente il polso della situazione passata, presente e futura sul turismo locale. A fronte di grandi cambiamenti e sconvolgimenti storici come la pandemia», precisa poi Artelio, «fino al 2023 i mercati geografici di riferimento hanno comunque confermato una crescita di turisti UE, a fronte di un segno negativo di 2 punti di quelli extra UE. Il Piano strategico 2023-2026 della fondazione aveva indicato tra gli obiettivi quello di aumentare le presenze da mercati attuali quali la Bassa Germania (Baviera e Baden-Württemberg), Italia, Austria, Nord Europa e Svizzera e quello di rafforzare le azioni per stimolare l’attenzione e l’arrivo di mercati potenziali o già acquisiti, ma con forti potenzialità di crescita: Germania (altri Lander diversi dalla Baviera), Usa, Regno Unito, Israele, Irlanda, Francia, Polonia, Repubblica Ceca e Spagna. Proprio questi ultimi, grazie anche alla sinergia con l’aeroporto Catullo e all’ampliamento delle rotte dirette su Verona, la città diventa una porta d’ingresso per il lago grazie ai flussi provenienti dalla Spagna ma anche dalla Francia».Per Ivan De Beni, presidente di Federalberghi Garda Veneto dopo l’«era Covid» il mercato estero ha conosciuto un’evoluzione. «Sebbene l’ospite tedesco rimanga predominante, seguito da inglesi, scandinavi, francesi e spagnoli, negli ultimi anni abbiamo riscontrato un crescente interesse anche da turisti provenienti da altre nazioni, specialmente dall’Est, come Polonia, Repubblica Ceca e anche Romania, oltre che dai Paesi Baltici. Pure il mercato israeliano sta avendo riscontri positivi», aggiunge De Beni. «Stiamo parlando di fette di mercato ancora minoritarie, che rappresentano alcuni punti percentuali sul totale, ma comunque interessanti. Credo che si possano e si debbano sviluppare politiche di promozione turistica mirate anche per queste aree».

La frontiera americana

Appare invece un po’ diversa la situazione sulla sponda bresciana, dove gli Stati Uniti stanno dando segnali importanti: «I dati delle presenze sono chiari: dopo tedeschi ed inglesi, gli americani stanno scoprendo il lago di Garda, innamorandosene sempre di più», commenta Andrea Maggioni, coordinatore Confesercenti Lombardia Orientale per il Garda. «Se la presenza di lombardi, tedeschi, austriaci e olandesi è una certezza, la notizia degli ultimi due anni è la sensibile presenza di turisti nord-americani tra le vie dei centro storici. Le presenze statunitensi ha subito un incremento del 295% nel 2022 passando da 39mila a 115mila in Provincia di Brescia. Il futuro dell’economia di questa zona passa da qui e da un nuovo e diverso mix di presenze», sostiene Maggioni.Il referente di Confesercenti ricorda come un’indagine svolta dal sito specializzato Expedia, in relazione agli ultimi 28 giorni, fotografa un trend ben chiaro: i turisti provenienti dagli Stati Uniti rappresentano l’8,7% delle presenze nell’ultimo mese, subito dopo gli inglesi con il 17% ed i tedeschi con oltre il 36%.«La crescita esponenziale delle presenze americane sta compensando la lieve flessione delle presenze nordeuropee, anche in termini di potere di spesa. Basti pensare che, sempre secondo Expedia, un cliente tedesco spende mediamente 188 dollari al giorno, un nord-americano 447 dollari al giorno», osserva ancora Maggioni. «Un nuovo bacino di clienti che, con standard elevati, può contribuire a quel salto di qualità che il nostro lago di Garda deve realizzare. È su questi trend che bisogna puntare».Secondo Maggioni inoltre, «la collocazione geografica del Garda, a metà strada tra Venezia e Bergamo, Brescia e Milano, deve essere ulteriormente valorizzata come meta privilegiata per i turisti nord-americani, asiatici ed australiani che fanno il “grand tour” in Italia: una internazionalizzazione delle presenze sul lago di Garda non può che essere il futuro dell’economia di questa zona». Il manager bresciano ricorda infine come «The data appeal company», azienda specializzata nella analisi delle «tracce digitali», ha rilevato nel 2023 un incremento del 2% per il lago di Garda: con il castello di Sirmione, il Vittoriale, le Grotte di Catullo, il lungolago di Salò e le limonaie di Limone, indicate come le location più gettonate sul web e sui social.

Il trend Le presenze straniere nell’area trentina del lago rimangono stabili con una leggera tendenza al rialzo. Domina ancora la Germania che lo scorso anno ha rappresentato il 43% del totale (la stessa percentuale anche nel 2019), seguita dall’Italia (23%, un punto in meno di cinque anni fa), quindi Austria (5%), Regno Unito (4%), Polonia (4%, valore raddoppiato sul 2019), Olanda (3%), Repubblica Ceca (3%) e via via gli altri, con il «resto del mondo» all’11%. «Stiamo lavorando per destagionalizzare le presenze e quindi allungare il periodo in cui i turisti stranieri alloggiano nel Garda trentino», afferma Silvio Rigatti, presidente di Garda Dolomiti, la più grande azienda di promozione turistica della Provincia autonoma trentina. Se l’andamento rimane positivo, così come le prospettive per quest’anno, non manca, secondo Rigatti, una grande incognita per il futuro, a partire dal 2025. In quell’anno, infatti, è previsto l’inizio dei lavori del ponte di Lueg, nel tratto austriaco dell’autostrada del Brennero. Il rischio è che si crei un maxi-imbuto vicino al confine con l’Italia. Questo potrebbe mettere a rischio l’interscambio commerciale tra il Belpaesee e i mercati del centro e nord Europa, a partire dalla Germania, ma soprattutto sfavorire l’arrivo di turisti in Italia e quindi anche sul Garda. «Si formeranno code chilometriche che disincentiveranno i turisti a trascorrere le vacanze sul lago», sottolinea preoccupato Rigatti. «Il rischio è trovarsi un calo del 20-30% in un colpo solo».

L’Arena “Speciale Economie”, 27 maggio 2024, pp. 14-15

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23Apr

L’Arena – Il maltempo frena le prenotazioni in città «Molte cancellazioni all’ultimo minuto»

23 Aprile 2024 fgv-editor Senza categoria 78

Di Nicolò Vincenzi

L’isola felice nella tempesta è stata il Vinitaly. Poi di nuovo freddo e vento. Si parla di clima inteso come atmosferico. Ma anche di presenze in città, soprattutto in vista del ponte del 25 aprile e primo maggio. Le temperature di questi giorni, crollate rispetto a quelle della settimana scorsa (quando c’era il Vinitaly, appunto) delineano una particolare situazione anche dal punto di vista delle prenotazioni in hotel e locazioni turistiche della città. Si salva, anche se i numeri pure qui traballano un po’ nel confronto con lo scorso anno, il lago di Garda. Il calo Il cambio «improvviso» (in realtà ampiamente annunciato dalla previsioni meteo) ha portato ad un doppio calo. Il primo, quello percepibile da tutti, è legato alle temperature. Ma porta con sè l’altro calo, quello delle prenotazioni dei visitatori. Nel mondo digitale, fatto di click per «fermare» camere e appartamenti, la cancellazione gratuita della prenotazione (anche con pochissimo preavviso) gioca un ruolo fondamentale. Da una parte l’utente, il turista, può disdire la propria prenotazione fino all’ultimo. E, in base al clima, decidere se spostarsi per il ponte oppure no. Dall’altra può spiazzare albergatori e locatori.

Gli alberghi in città

Per quanto riguarda gli hotel veronesi i gestori guadagneranno, in media, 132 euro a camera. I dati forniti dal sito specializzato HBenchmark – piattaforma che valuta oltre duecento indicatori – attesta un tasso di occupazione in previsione del ponte del 65, 3 per cento. L’occupazione, viene precisato, ad aprile ha un segno meno di tre punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. «Il fattore meteo», sottolinea Giulio Cavara, presidente Federalberghi Verona, «farà sicuramente la differenza». Poi aggiunge: «Non credo nemmeno ci saranno grandi sorprese dell’ultimo minuto. Il tempo è molto incerto e questo, inevitabilmente, condiziona le prenotazioni». Il picco è comunque previsto per venerdì prossimo quando si raggiungerà il 77 per cento di camere occupate. Le locazioni turistiche Per i b&b la situazione non è molto diversa. Anche qui pesa molto il colpo di coda dell’inverno a fine aprile dopo un assaggio d’estate. «Viviamo in calo costante da inizio anno», commenta Edoardo Nestori, referente per Verona e per il Veneto di chi gestisce locazioni turistiche. E se nei primi mesi del 2024 il crollo delle prenotazioni toccava anche il 60 per cento rispetto al 2023 è poi stato il Vinitaly a risollevare animi e prenotazioni. Poi il calo di nuovo. E a mettere ancora più in difficoltà turisti e locatori, anche in questo caso, sono le basse temperature. «Quello in arrivo», continua Nestori, «è un buon ponte perché prende tanti giorni. Ma è il tempo a incidere negativamente. In particolar modo le cancellazioni gratuite dell’ultimo minuto. Quelle sono state parecchie». Negli ultimi tre, quattro giorni infatti il 15 per cento degli appartamenti già «bloccati» sono stati disdetti. «Siamo nell’ordine del 55, 60 per cento di occupazione. I guadagni, in media, per appartamento oscillano fra i 120 e i 130 euro. Più in difficoltà invece le locazioni sul lago», conclude Nestori. Saranno soprattutto italiani i turisti che arriveranno in città, oltre ai tedeschi. Proseguono, come negli ultimi mesi, gli arrivi a Verona dalla Polonia.

Sul lago di Garda

Sul lago non si registra il tutto esaurito, ma l’occupazione – fa sapere Federalberghi Garda Veneto – è in linea con i numeri del 2023, così come i prezzi. Aumentano, dunque, i turisti tedeschi ma anche quelli austriaci (5,3 per cento contro il 3,5 dell’anno scorso). «Dagli ultimi dati», commenta Ivan De Beni, presidente di Federalberghi Garda Veneto, «emerge che, nonostante la primavera si faccia desiderare, siamo in linea con i numeri dello scorso anno. Con un ponte del 25 aprile che vede per la maggior parte prenotazioni prevenienti dal mercato interno. Mentre dal primo maggio si cominciano a vedere maggiori presenze straniere. Tra gli operatori», conclude, «c’è un clima generalmente sereno».

L’Arena, 23 Aprile 2024, p. 12 – CLICCA SULL’IMMAGINE PER LEGGERE L’ARTICOLO

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25Mar

L’Arena – Pasqua «bassa» con numeri alti Il Garda si prepara al pienone

25 Marzo 2024 fgv-editor Senza categoria 63

Di Katia Ferraro

I turisti sono già arrivati a scaldare i motori delle strutture ricettive gardesane che hanno riaperto i battenti in questi giorni, salvo qualche eccezione nell’alto lago. La festività religiosa delle Palme segna l’avvio della stagione turistica e nonostante quest’anno la Pasqua sia «bassa» sembrano esserci tutte le premesse per bissare (o superare) la stagione record del 2023, che nel Sistema turistico locale «Garda» (gli 8 Comuni della sponda veronese e altri 11 dell’entroterra) ha portato 3.260.951 arrivi e 14.342.607 presenze, cioè numero di pernottamenti. «Per Pasqua le prenotazioni si attestano sul 75-80 per cento, ma crediamo che molti decideranno all’ultimo momento guardando anche il meteo», fa sapere Ivan De Beni, presidente di Federalberghi Garda Veneto, che riunisce 400 strutture. «È un bel segnale», prosegue, «non siamo ai livelli a cui siamo abituati ma non è preoccupante, è tipico di quando la Pasqua cade a marzo». Non c’è da temere, guardando le prenotazioni per i mesi a venire: «È sempre difficile fare previsioni, ma le avvisaglie sono buone, dal confronto con lo scorso anno vediamo che l’andamento delle prenotazioni è leggermente superiore: non vuol dire che questo sarà il trend, avremo una panoramica chiara solo a fine agosto, però fa ben sperare in una buona stagione. La destinazione Lago di Garda funziona», considera De Beni, anticipando l’evento di martedì al Bistrò du Lac di Garda, rivolto a soci e rappresentanti istituzionali, per inaugurare la stagione turistica. Per questo fine settimana l’occupazione media è del 50 per cento, con punte del 60-70 nel basso lago dove qualche piccola e media struttura già registra il tutto esaurito. Ottime aspettative anche sul fronte del turismo all’aperto, su cui si giocano i grandi numeri di arrivi e presenze. Soddisfatto Giovanni Bernini, presidente di AssoGardaCamping, associazione che riunisce una quarantina di campeggi: «Quasi tutti hanno aperto e già per questo fine settimana abbiamo tante prenotazioni. Penso che la stagione sarà sui livelli dello scorso anno». Il turista straniero, soprattutto tedesco, la fa da padrone, ma Bernini conferma la sempre maggiore presenza di italiani: «Vengono il fine settimana e non solo in camper: vedono che la qualità delle nostre strutture è migliorata». Segnali positivi confermati dal basso all’alto lago. «Per il weekend di Pasqua abbiamo un’80 per cento di prenotato e se il tempo regge arriveremo a fare il pieno, mentre per questo fine settimana siamo sul 70», dice Claudia Speri, presidente dell’Associazione albergatori di Peschiera e Castelnuovo, registrando che in questo periodo nel basso lago la maggior parte dei turisti è italiana. «Questo fine settimana abbiamo un buon movimento con il 60 per cento di occupazione», riferisce Virginia Torre, presidente degli albergatori di Lazise, «per la prossima siamo sul 70-75, dato molto buono considerando che Pasqua arriva presto, poi sotto data ci aspettiamo un aumento. I turisti decideranno anche in base al meteo e alla presenza di neve in montagna. La stagione promette bene, dopo Pasqua abbiamo buone prenotazioni per Vinitaly e il 25 aprile, maggio sarà un mese pieno e così i mesi fino ad ottobre». Percezione confermata nell’alto lago da Giuditta Isotta, presidente dell’Associazione albergatori di Brenzone: «La maggior parte delle nostre strutture aprirà a Pasqua, ora siamo sul 75-80 per cento di occupazione. Notiamo un anticipo delle prenotazioni rispetto all’anno scorso e già a marzo le prospettive per la stagione entrante sono ottime. Siamo soddisfatti».

L’Arena, 24 marzo 2024, p. 36

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28Nov

Riprende la promozione per l’abbonamento annuale a “L’Arena”: prezzo agevolato per l’anno solare 2024

28 Novembre 2023 fgv-editor News 143

Riparte la promozione per abbonarsi al quotidiano L’Arena con prezzo agevolato a voi riservato, sia in formato digitale che cartaceo, grazie alla convenzione sottoscritta con Società Athesis anche per l’anno solare 2024.

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30Ott

L’Arena – Lago ok anche in autunno Risultati migliori del 2022

30 Ottobre 2023 fgv-editor Senza categoria 60

Di Katia Ferraro

Chi pensava che l’arrivo delle piogge autunnali scoraggiasse le vacanze sul lago di Garda si è dovuto ricredere. Anche l’ultimo fine settimana di ottobre, pur caratterizzato dal meteo altalenante, ha regalato soddisfazioni agli operatori turistici. Buone le percentuali di occupazione: nel basso lago la media è stata del 70-80%, con picchi di tutto esaurito in alcune strutture ricettive, tenendo però conto delle prime chiusure di hotel e di buona parte dei campeggi.Meteo favorevole e le proposte per Halloween dei parchi divertimenti hanno trainato una stagione turistica prolungata, ma anche gli appuntamenti della Fiera di Verona fanno da volano per il Garda, che registra buone prenotazioni in occasione di Fieracavalli (9-12 novembre). «A Peschiera le strutture sono ancora tutte aperte», dice Claudia Speri, presidente dell’Associazione albergatori Peschiera e Castelnuovo del Garda, «quello appena passato è stato un weekend ottimo, sebbene non da tutto esaurito come lo scorso anno: la festa di Ognissanti è a metà settimana e non c’è un vero e proprio ponte, ma alcune regioni come l’Alto Adige fanno vacanza giovedì e venerdì: se il tempo si mantiene buono avremo discrete presenze».Sulla stessa lunghezza d’onda Virginia Torre, presidente dell’Associazione albergatori di Lazise: «Qualcuno ha già chiuso, soprattutto fuori dal centro storico, chi è aperto ha segnalato nell’ultimo fine settimana un’occupazione media del 70%, arrivando in qualche caso al 100. Per Ognissanti non c’è stato invece l’afflusso che si sperava». Anche in questo periodo predominano gli stranieri, austriaci e tedeschi in testa. Nel complesso la categoria è soddisfatta: «Direi che la stagione è andata come se non meglio del 2022», osserva Torre, «settembre ha recuperato e compensato le mancanze di inizio stagione, mentre ottobre è stato in linea con lo scorso anno». Riscontro dall’alto lago: «Abbiamo lavorato molto bene fino al 22 ottobre, è stato un autunno positivo complice il meteo clemente e le temperature miti», dice il presidente degli albergatori di Malcesine, Vittorio Mazzoldi.Ivan De Beni, presidente di Federalberghi Garda Veneto, conferma il sentiment positivo del territorio: «Molte strutture stanno chiudendo, ma la tendenza è sempre più quella di mantenerle attive almeno fino alla terza settimana di ottobre. Ognissanti è l’ultimo bell’appuntamento della stagione e mi risulta che chi è aperto stia caricando buone prenotazioni».Tira le somme anche Giovanni Bernini, presidente di AssogardaCamping: «Ottobre è stato un ottimo mese, anche meglio del 2022: qualcuno ha registrato qualche flessione, ma nell’insieme i campeggi hanno avuto una stagione migliore dello scorso anno. Avremmo richieste anche per Natale, ma non siamo ancora attrezzati per tenere aperto d’inverno». Chiude la carrellata di commenti positivi Paolo Artelio, presidente di Destination Verona & Garda Foundation e di Fipe Confcommercio-Veneto: «Gli operatori sono soddisfatti, sia per la parte ricettiva che per il comparto esercizi pubblici, ma un bilancio rispetto agli scorsi anni sarà possibile solo a fine stagione tenendo conto degli aumenti dei costi». Oggi a Peschiera si presenta il piano di comunicazione turistica della Destination Verona & Garda Foundation, Artelio dà un’anticipazione: «Terremo conto dell’allungamento della stagione anche in ottica di riorganizzare il turismo evitando il cosiddetto sovraffollamento turistico».

 

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16Ott

L’Arena – Più turisti che residenti Lazise primo nel Veneto

16 Ottobre 2023 fgv-editor Senza categoria 80

Di Katia Ferraro

Il comune del basso lago ha il più elevato rapporto tra presenze di visitatori e residenti La media annuale è di 1,5 ogni abitante.

Non è tutto oro quel che luccica. Vale anche per lo sviluppo turistico, che quando non è regolato mostra il rovescio della medaglia: il cosiddetto «overtourism» o sovraffollamento turistico. Fenomeno che investe il lago di Garda, come ha confermato il primo Rapporto sull’overtourism del Veneto illustrato ieri a Rimini da Federalberghi Veneto e dalla società di consulenza Sociometrica.
Dei 563 comuni veneti, 369 hanno una rilevanza turistica. La classifica dei comuni con maggior indice di intensità, cioè con il rapporto
più elevato tra presenze turistiche (numero di pernottamenti) e popolazione residente, è dominata dalle località gardesane: al primo posto c’è Lazise (la media annuale è di 1,5 turisti per ogni
residente) seguito da tre località marittime. Più sotto Bardolino (5° posto), Malcesine (6°), Garda (9°), Peschiera (10°), Brenzone (12°), Torri (16°) e San Zeno di Montagna (18°). Sul fronte della diffusione turistica, confrontando cioè le presenze con la superficie del comune, Venezia balza al primo posto seguita da Cavallino Treporti e Peschiera. Combinando i due indicatori (rapporto turisti/- residenti e turisti/superficie comunale) si ottiene la «Tourism Exposure», l’esposizione al turismo di una località: al primo posto c’è sempre Lazise seguito da tre località marittime, ma nella classifica rientrano nell’ordine anche Malcesine, Bardolino, Garda, Peschiera, Brenzone, Torri e San Zeno.

Dati sottostimati

«Ce l’aspettavamo», dice Ivan De Beni, presidente di Federalberghi Garda Veneto, «da anni insistiamo sul fatto che il “contenitore” rischia di riempirsi in modo disordinato e non sostenibile». A maggior ragione, riflette De Beni, considerando che l’analisi è stata condotta sui numeri ufficiali e che molte presenze legate agli affitti brevi rimangono sommerse, con la conseguenza che i dati sono sottostimati. «Siamo
molto preoccupati quando vediamo comuni che autorizzano nuovo consumo del territorio: fino a dove vogliamo spingerci? Quando i residenti sono stressati la località non è più accogliente e lo stesso turista non vuole trascorrere la vacanza in un luogo caotico».

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16Ago

L’Arena – Turismo, stagione d’oro Ora c’è la sfida di settembre

16 Agosto 2023 fgv-editor Senza categoria 87

Scavalcato Ferragosto, gli occhi degli operatori turistici sono puntati su settembre e ottobre, mesi che negli ultimi anni hanno dato buone soddisfazioni. Fare previsioni è diventato però sempre più difficile perché il mercato turistico, sia sul Garda che in città, è sempre più «fluido»: le prenotazioni arrivano sotto data così come, talvolta, anche le cancellazioni, rendendo arduo pronosticare l’andamento a breve termine. Ecco allora che più dei numeri contano tendenze e percezioni. «Per questi giorni siamo vicini al quasi tutto esaurito, perciò ampiamente soddisfatti, e anche per la seconda metà del mese stiamo caricando bene», è il riscontro di Ivan De Beni, presidente di Federalberghi Garda Veneto a cui sono associate 400 strutture, «per settembre il sentimento è buono, ma come tutto può cambiare, si ragiona a consuntivo».PrevisioniTendenza confermata nell’alto lago da Vittorio Mazzoldi, presidente dell’associazione albergatori di Malcesine e vice di De Beni: «I numeri ci stanno premiando, le richieste ci sono: stanno arrivando sia per fine agosto che per settembre, anche se per entrambi i periodi c’è la possibilità di non vedere il tutto esaurito». Prematuro guardare ad ottobre anche perché, spiega Mazzoldi, alcune strutture iniziano a chiudere verso la metà del mese. Sulla città fa il punto Giulio Cavara, presidente di Federalberghi Verona: «Per gli ultimi giorni di agosto i dati H-Benchmark, estrapolati dai terminali delle strutture alberghiere, mostrano il 70% di occupazione acquisita per Verona centro, più 7% rispetto al 2022».Proprio la ripresa post Covid ha fatto sperare in un 2023 ancora migliore «e tutto lascia presagire lo sarà», aggiunge Cavara. Giudizio suffragato dalle già buone prenotazioni per settembre, attorno al 60%. Ottobre, al momento si attesta al 25%, dato che non spaventa essendo il mondo del turismo sempre più dinamico. Prezzi«Per quanto riguarda i prezzi», tiene a precisare Cavara, «è vero che anche nella nostra categoria c’è stato un incremento, ma non così importante e non per intenti speculativi, tanto da non aver compensato del tutto gli aumenti che anche abbiamo subito. Se da un lato i costi energetici sono scesi, dall’altro le aziende da cui ci riforniamo non hanno rettificato al ribasso». Tornando ai numeri, va bene anche il comparto extralberghiero.«È un anno positivo», risponde Fabio Fraccaroli, presidente dell’Associazione b&b e locazioni turistiche Baldo Garda Valpolicella e Verona, realtà che rappresenta oltre settanta strutture, «siamo nella norma delle ultime stagioni, in cui rispetto al passato abbiamo riscontrato un aumento della richiesta anche nell’entroterra. Per settembre», prosegue, «a Verona abbiamo già prenotazioni per tutto il mese e penso sia lo stesso sul lago, ma anche altrove stanno arrivando numerose richieste».Modalità di venditaIn definitiva, conclude Fraccaroli, «prevedo un settembre ottimo». In linea con le stagioni d’oro del 2019 e 2022 anche i campeggi, che nel basso lago fanno la parte del leone per arrivi e presenze. Giacomo Ballerini, titolare di Garda Turismo Srl, società di consulenza per aziende e Comuni gardesani, restituisce un’analisi basata sulla politica dei prezzi e sulle modalità di vendita del soggiorno: «Chi fa un controllo giornaliero ha adottato dei correttivi sulle tariffe, non aumentandole quanto si sarebbe auspicato a inizio stagione, riuscendo così a fare numeri interessanti. Soprattutto quest’anno chi ha visto delle prenotazioni minori ha dato più posti letto in gestione ai tour operator, a cui si affidano tutte le strutture dalle cinquanta camere in su».

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28Giu

L’Arena – Turisti, buon numero di presenze

28 Giugno 2023 fgv-editor Senza categoria 84
I presidenti delle singole associazioni albergatori della Riviera degli Olivi tracciano un primo bilancio della nuova stagione. De Beni: «Non siamo al record del 2022 ma giugno non ha sfigurato» Isotta: «Luglio sarà ancora meglio» Torre: «La clientela è affezionata».

Hanno il polso della stagione turistica sul lago di Garda e dal loro osservatorio tracciano un primo bilancio del mese di giugno e avanzano ipotesi per l’andamento di luglio. «Loro» sono i presidenti delle singole associazioni albergatori della Riviera degli Olivi: tutte insieme confluiscono sotto il grande cappello di Federalberghi Garda Veneto che raggruppa quattrocento strutture ricettive della sponda veronese e dell’entroterra gardesano.Da Malcesine a Peschiera e fino a San Zeno di Montagna emerge come il mese che sta tramontando segni un trend al di sotto dello scorso anno quando si registrò il record assoluto di presenze. Ma non ci sono particolari piagnistei. «Giugno 2023 non ha assolutamente sfigurato nei numeri per occupazione e andamento rispetto allo stesso mese del 2019, periodo a cui è d’obbligo riferirsi. L’ultimo biennio ha rappresentato un momento storico particolare, con fenomeni legati alla pandemia, ovvero alla forte ripresa dei viaggi e della voglia di fare vacanza», afferma Ivan De Beni presidente di Federalberghi. Pronto a sottolineare come giugno «abbia retto nonostante le cospicue piogge che hanno spinto verso l’alto il numero delle cancellazioni delle prenotazioni». C’è poi d’aggiungere, vista l’inflazione, il minor potere di acquisto delle famiglie e, soprattutto, dell’area tedesca da sempre molto attenta nella spesa. «La nostra forza è la presenza capillare di strutture sul territorio per garantire al cliente un’offerta molto diversificata per prezzo del soggiorno, qualità, posizione geografica e servizi. Questo è il motivo del successo della Riviera degli Olivi», conclude De Beni, consapevole di «dover lavorare con estrema attenzione, stimolando la domanda di soggiorno con pacchetti ad hoc mantenendo un rapporto qualità-prezzo adeguato».Concetti e ragionamenti suffragati, con le variabili territoriali, dai suoi colleghi.«Giugno è partito molto bene, poi c’è stato un calo, ma le strutture con una clientela fidelizzata, com’è la maggior parte di quelle di Brenzone, hanno tenuto bene», sostiene la presidente Giuditta Isotta. Che aggiunge: «Si nota invece un calo delle presenze per i matrimoni, soprattutto inglesi. Tendenza controbilanciata dall’apertura della destinazione a nuove nazionalità, come Polonia e Cecoslovacchia. Le prospettive per luglio sono buone», continua. «Percepisco voglia di vacanza, con una ripartenza, a partire dalla seconda settimana di luglio». Speranze che sembrano attecchire anche a San Zeno di Montagna. «Giugno non è andato a gonfie vele, ma per lo più per il maltempo. Abbiamo fiducia in luglio, mese in cui aspettiamo un maggior flusso anche di turismo interno: gli italiani, anche di zone limitrofe, vengono volentieri a San Zeno di Montagna, soprattutto per sfuggire al caldo. Dipendiamo comunque sempre dal meteo», afferma il presidente Corrado Bonetti. Scendendo in riva al lago, Virginia Torre, presidentessa di Lazise commenta: «Abbiamo rilevato buone percentuali. Le strutture di medie dimensioni hanno sofferto meno grazie alla clientela affezionata. Abbiamo notato una maggiore tendenza alla disdetta all’ultimo minuto. Le prenotazioni di luglio si muovono ancora seguendo la regola del last minute, ma i presupposti per una ripresa ci sono e le prenotazioni arrivate fanno ben sperare». Più cauta Annalaura Salandini, a capo degli albergatori di Bardolino: «A giugno abbiamo avuto una richiesta più bassa rispetto ai pronostici. Luglio non si prevede molto diverso, con finestre ancora disponibili. L’anno scorso si vedevano molti più turisti provenienti da Bolzano e Europa del nord». Particolareggiata l’analisi di Mirko Lorenzini, presidente di Torri. «Da noi l’occupazione media si è assestata attorno all’80%, con molte differenze, però, tra una struttura e l’altra, nel senso che alcuni hotel hanno registrato oltre il 90% di presenze e altri il 60%. Ciò che rilevo e di cui ho notizia da esercenti e ristoratori è un generale calo dell’indotto, complice il brutto tempo, ma anche una tendenza a gestire il soggiorno e i consumi in modo più oculato. Per il mese prossimo prevedo una situazione non dissimile, con strutture che già ora registrano percentuali di occupazione molto buone e altre che sperano nel last minute».

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16Mag

L’Arena – Anche nel turismo è cambiato l’approccio al mondo del lavoro

16 Maggio 2023 fgv-editor Senza categoria 73

«Durante il Covid eravamo concentrati sulla possibilità di tornare a fare il nostro lavoro il più rapidamente possibile. Avevamo voglia e urgenza di riaprire le strutture ricettive. Mai avremo potuto pensare che alla ripartenza sarebbe mancato il personale. A questo non eravamo preparati», Ivan De Beni, presidente di Federalberghi Garda Veneto lo confessa davanti alla platea di Athesis New Job. «L’anno scorso abbiamo dovuto affrontare una situazione difficilissima proprio in concomitanza con la prima stagione “normale”, con presenze e arrivi ai livelli del 2018-2019. Di colpo abbiamo toccato con mano questa problematica, che ha avuto risvolti pratici. Per fare un esempio, alcuni colleghi hanno dovuto tenere un piano dell’albergo, o alcune camere chiuse perché non c’era personale per pulirle. Con la conseguenza che abbiamo tolto dal mercato un potenziale di soluzioni solitamente in vendita», racconta. «Altri albergatori hanno dovuto rinunciare ad offrire il servizio di pensione mezza o completa, limitandosi alle colazioni, perché non avevano trovato camerieri o personale di cucina. Lo stesso problema l’hanno avuto anche alcuni ristoranti», riferisce. Quest’anno la situazione è migliorata. «Non viaggiamo ancora a ranghi completi, manca qualche figura. Preoccupa il fenomeno che sta emergendo, di uno scouting molto acceso. Ci sono colleghi che per completare gli organici avvicinano i dipendenti di altre strutture e se li contendono. Un’attività deplorevole che mi risulta diffusa anche nella ristorazione e nel commercio», afferma. Più in generale, secondo De Beni, dopo il Covid nel turismo occorre cambiare approccio. «Anche noi imprenditori dobbiamo fare autocritica. La scarsa disponibilità di lavoratori non è dipesa in modo significativo dal reddito di cittadinanza. Le persone hanno maturato un approccio diverso nei confronti del lavoro. L’imprenditore deve proporre un ambiente molto più accogliente e dignitoso, attrarre il collaboratore con nuove formule, che non si limitano alla sfera della retribuzione. Occorre fare perno su formazione, offerta di benefit e iniziative di welfare», esemplifica. Secondo Marta Ugolini, assessora alla Cultura e turismo di palazzo Barbieri, oltreché docente universitaria all’ateneo scaligero, il turismo offre opportunità a professionalità di tutti i livelli, ma occorre consapevolezza da parte dei futuri lavoratori come delle imprese. «L’attrattività è limitata dal fatto che l’occupazione nel settore presuppone che si lavorerà sempre il sabato, la domenica e durante le feste. E’ una delle prime cose che faccio presente ai miei studenti e non è sempre così chiara. I giovani comunque nel complesso sono disponibili ad entrare nel turismo anche partendo dalle posizioni più operative, purché esista una prospettiva di crescita», sottolinea. «La mia domanda è: le nostre piccole imprese famigliari sono in grado di rispondere a questa aspettativa? Riescono a trasmetterla fin dal colloquio? Le aziende per essere attrattive in questi termini dovrebbero crescere in dimensione e la stagione dell’accoglienza dovrebbe essere più lunga. Un obiettivo che si può raggiungere studiando prodotti e proposte innovative», afferma. Su destagionalizzazione, promozione del turismo, incontro tra domanda e offerta di lavoro la Camera di Commercio e i 65 Comuni della provincia, che rappresentano il 91% delle presenze turistiche veronesi, hanno stretto un’alleanza che ha portato alla creazione di Destination Verona & Garda Foundation, ha ricordato Riccardo Borghero, segretario generale dell’ente camerale scaligero. «La sfida per la generazione Z, i ragazzi che hanno un’età inferiore ai 25 anni, sarà di specializzarsi nelle skill più innovative che guardano il viaggio o la vacanza ecosostenibile. Nell’Europa del Nord stanno già formando figure manageriali con queste competenze: l’Italia è un po’ in ritardo, ma può recuperare», aggiunge De Beni. La stessa cosa vale per il digitale. «I portali hanno già rivoluzionato il settore introducendo il prezzo dinamico per camere ed appartamenti – conclude il presidente di Federalberghi Garda Veneto – ma presto saranno superati dal ricorso al metaverso da parte del singolo visitatore che non avrà più bisogno di intermediari. Noi albergatori dovremo invece utilizzare specializzarci nel fidelizzare il cliente, conoscendone gusti, attitudini e interessi e costruendo proposte su misura».

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12Mag

L’Arena – Verona tra nuove professioni e sfide del mercato del lavoro

12 Maggio 2023 fgv-editor Senza categoria 81
Confronto tra rappresentanti della formazione e delle imprese sul futuro dell’occupazione. La provincia scaligera si misurerà con calo demografico. Ma anche con le opportunità delle competenze digitali. Il mismatch nel turismo. La capacità di attrarre giovani e talenti.

L’inverno demografico e, in prospettiva, la drastica diminuzione dei veronesi in età lavorativa, da un lato. Le trasformazioni delle competenze all’insegna della digitalizzazione e delle nuove professioni, dall’altro. Il mondo del lavoro è in profondo cambiamento. Il mismatch tra domanda ed offerta di occupazione rischia di aggravarsi, un timore fondato che allarma le imprese e i lavoratori del domani così come il sistema della formazione, che li prepara al salto in azienda. Queste le tematiche che si sono intrecciate ieri, nel corso di Athesis New Job, appuntamento alla seconda edizione promosso dal Gruppo editoriale lombardo-veneto, nel chiostro di San Francesco dell’Università di Verona. Giampaolo Veghini, segretario generale di Cisl locale, presenta la ricerca condotta dal sindacato su Il ricambio generazionale nel mercato del lavoro in provincia. «Da qui al 2038 anche il nostro territorio sarà interessato da un progressivo calo demografico. Tra chi entra e chi esce dal lavoro il saldo potrebbe essere negativo per 53mila unità. Rischiamo un deficit di manodopera sia nei profili di base che in quelli più specializzati», traccia il quadro. Il dato è allarmante? Sicuramente deve farci riflettere», avverte. Ci saranno quindi sempre meno giovani da immettere in un contesto attraversato da profonde metamorfosi. La più evidente riguarda la progressiva digitalizzazione di ogni processo, funzione e servizio. Di queste competenze nessun lavoratore può fare a meno. «L’Università di Verona in questo è all’avanguardia: l’ateneo ha solo 40 anni, ma da 30 ha un corso di laurea in Informatica – osserva Roberto Giacobazzi, ordinario della disciplina e prorettore vicario -. I nostri studenti lavorano già prima di laurearsi e le loro retribuzioni sono le più elevate». Dall’anno prossimo l’ateneo renderà disponibile una laurea magistrale sull’intelligenza artificiale (in lingua inglese), ne offre già una in Data science. «Stiamo entrando nell’economia dei dati. Tutti i professionisti, dal sociologo al filosofo avranno a che fare con i sistemi di apprendimento automatici, che necessitano di dati di qualità», avverte Paolo Errico, ceo di Maxfone e vicepresidente nazionale della Piccola di Confindustria con delega all’Innovazione e digitalizzazione, che con Francesca Milani, responsabile della Fondazione Speedhub partecipa al primo talk della giornata. Tra le figure che le imprese richiedono con più urgenza ci sono i professionisti del digital marketing, evidenzia direttore di Zeep!, l’agenzia digitale della media company Athesis. Mentre Filippo Manfredi, direttore di Fondazione Cariverona, riporta l’attenzione sul capitale umano e sulla generazione Z, «quella di chi ha meno di 25 anni e si avvicina al lavoro chiedendo spazio per sé e flessibilità», sottolinea, illustrando le esperienze che la Fondazione sta conducendo per orientare le proprie politiche a vantaggio dei territori, anche nel campo della formazione. A fare da raccordo in un mercato magmatico ci sono le agenzie per il lavoro. «Il colloquio è un momento sempre più decisivo non solo per il candidato, ma anche per l’impresa che deve mostrarsi attrattiva», ammette Michele Borghi di Staff Spa. D’accordo Ivan De Beni, presidente di Federalberghi Garda Veneto, che interviene alla tavola rotonda sul turismo e le sue professioni con Marta Ugolini, assessora alla Cultura e turismo di palazzo Barbieri e Riccardo Borghero, segretario generale della Camera di Commercio. «Quest’anno le assunzioni nelle strutture alberghiere sono quasi in linea con i fabbisogni, ma gli operatori si contendono i lavoratori sottraendoli ai colleghi: un fenomeno deplorevole – denuncia – Dopo il Covid i collaboratori hanno maturato un approccio diverso al lavoro, dobbiamo proporre un ambiente più accogliente, aprirci alla formazione e garantire forme di welfare». Serve, insomma, un cambiamento in termini di consapevolezza sul valore del capitale umano, per non vanificare gli sforzi che il sistema Verona sta affrontando per alzare la qualità del turismo, destagionalizzarlo, incrementare la vocazione congressuale, come spiega Paolo Arena, presidente di Confcommercio scaligera. Un traino di cui beneficia anche l’artigianato, che però – ammette il direttore Valeria Bosco, «è alle prese in provincia con i problemi concreti del ricambio generazionale e del disallineamento delle competenze: non deve più succedere che chi non ha voglia di studiare pensi di ripiegare aprendo un’attività o cercando di portare avanti quella di famiglia. Fare gli imprenditori non è un’alternativa allo studio», ammonisce. A chiudere la mattinata il direttore del L’Arena, Massimo Mamoli che ha tirato le fila dei temi trattati.

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10Mag

L’Arena – Federalberghi Garda-Vicentini «Alleati sulla mobilità elettrica»

10 Maggio 2023 fgv-editor Senza categoria 77
Nuove strategie per diffondere la cultura delle nuove forme di utilizzo delle vetture. Eurocar Italia e operatori turistici: «Insieme per ridurre le emissioni».

Un piccolo passo verso il concetto di sostenibilità. In questa direzione va la partnership, che è stata ufficializzata a «L’Unico» di Bardolino, tra Federalberghi Garda Veneto e Vicentini Gruppo Eurocar Italia. La realtà automobilistica, attiva a Verona dal 1974 ed entrata nel 2018 a far parte del gruppo multinazionale «Porsche Holding», ha avviato con l’associazione di categoria che raggruppa quattrocento strutture ricettive della Riviera degli Olivi un accordo per diffondere la cultura delle nuove formule di possesso delle vetture, offrendo consulenze personalizzate agli imprenditori per le loro flotte ed estendendo a livello locale la strategia di riduzione delle emissioni dirette ed indirette. Al termine della presentazione dell’intesa è stata consegnata, in comodato d’uso, a Federalberghi Garda Veneto la prima auto elettrica di rappresentanza. «Siamo onorati di questo connubio che va nella direzione del turismo sostenibile», ha sostenuto Ivan De Beni presidente di Federalberghi Garda Veneto. «Negli ultimi anni abbiamo iniziato un percorso importante per toccare tutti gli argomenti collegati alla sostenibilità ambientale, che non deve esaurirsi in un semplice slogan alla moda ma deve tradursi in esempi concreti. Cinque anni fa abbiamo iniziato a convincere i nostri associati ad eliminare tutto l’uso della plastica, abbiamo implementato i percorsi collegati alla bici assistita, e in tempi non sospetti ad educare gli albergatori al risparmio energetico. Ora la ciliegina sulla torta andando a toccare l’aspetto della mobilità, settore molto delicato. Il tutto per arrivare in futuro ad un turismo ecosostenibile. La generazione Z, quando inizierà a viaggiare, sceglierà solo le destinazioni a pochissimo impatto ambientale e ad elevata sostenibilità ambientale. Lo dico con certezza sulla base degli studi statistici già avviati da Federalberghi. Lo slogan del futuro sarà viaggiare senza sporcare», ha concluso Ivan De Beni. «Il lago di Garda è una zona urbana ad alta concentrazione turistica con volumi di traffico in continuo aumento. Attraverso nuove formule di mobilità più sostenibili possiamo migliorare la qualità della vita d’imprenditori e residenti mostrando ai turisti una immagine di un lago più green», ha sottolineato Alessandro Bettinoni, direttore generale Vicentini spa. All’incontro erano presenti anche il sindaco di Bardolino Lauro Sabaini e Andrea Benetti, responsabile Flotte Spa.

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L'Arena 9 maggio 2023, p. 10 - Sezione Economia
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